Oltre la ricostruzione

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Lo scorso 25 giugno, presso il PalaRotary di Sant’Antonio in Mercadello, si è tenuto l’incontro pubblico conclusivo della terza fase di Fatti il centro tuo!, il percorso partecipativo per la ricostruzione attivato a Novi di Modena. All’incontro, che ha chiuso la fase di pianificazione, è intervenuto anche il sindaco Luisa Turci. La referente del percorso, Monia Guarino, ha presentato una sintesi del lavoro svolto in questi mesi, che confluirà nel DocPP (Documento di Proposta Partecipata). Il documento, stilato nella forma di masterplan, ovvero di un’idea complessiva del territorio condivisa dalla comunità, verrà presentato alla Regione: una volta ricevuto l’avallo, il documento verrà poi trasferito all’Ufficio Tecnico del Comune di Novi, affinché i progettisti incaricati di mettere a punto il Piano della Ricostruzione tengano conto delle istanze e delle esigenze emerse dal processo partecipativo.
Questa terza fase, iniziata a gennaio, si è articolata in 5 incontri pubblici e in 25 focus group mirati su diversi argomenti, a cui hanno partecipato complessivamente 411 cittadini, di cui 127 adulti, 257 bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, e 27 giovani. Le tematiche su cui si è lavorato sono state tante: dallo sviluppo delle “piazze diffuse” all’integrazione del verde nel tessuto urbano, dal miglioramento della viabilità alla valorizzazione del centro commerciale naturale, dal co-working alla promozione dell’offerta culturale, fino alla co-progettazione dei nuovi poli scolastici e delle aree verdi. Dal percorso sono scaturite numerose proposte, dalle più semplici alle più ambiziose: “mentre negli altri comuni dopo il sisma si stanno discutendo singoli progetti di ricostruzione o riqualificazione, a Novi si sta dibattendo di tutto; è l’unico territorio che ha espresso la necessità di acquisire una visione complessiva e i cittadini hanno colto l’occasione della ricostruzione per andare oltre e risolvere le criticità del piano urbanistico esistenti già da prima del terremoto”, ha spiegato Monia Guarino.
Durante la serata sono state illustrate nel dettaglio le proposte dei giovani (fra i 18 e i 34 anni), che si sono tradotte in particolare nel progetto Spazi INfestati, finalizzato ad attrezzare le aree verdi dei paesi affinché possano ospitare feste e momenti di aggregazione. Interessanti anche le proposte riguardanti il nuovo parco di Novi, su cui hanno lavorato i bambini di terza e quarta elementare: case sugli alberi, panchine dalle forme giocose e accoglienti che possano favorire la socializzazione, un orto-giardino, aree di gioco collegate tra loro in un percorso dinamico, un’illuminazione creativa per tenere alla larga i vandali di notte. All’incontro è stato tra l’altro annunciato il nuovo nome che verrà dato al parco: Parcobaleno. I ragazzi di seconda media hanno invece scelto di lavorare sulla torre civica di Novi, presentando proposte all’insegna del connubio fra tradizione (con l’idea di creare un museo all’interno della torre) e innovazione (con una forte modernizzazione dell’esterno).
Alcune delle proposte per la ricostruzione emerse dal percorso si stanno già concretizzando: ad esempio, per il progetto del nuovo polo culturale di Novi, che sarà realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e concesso in uso gratuito al Comune, sono state accolte quasi integralmente le idee presentate dai cittadini ed entro l’autunno cominceranno i lavori.
“Questo è l’ultimo incontro pubblico della terza fase, ci auguriamo che entro settembre sia pronto il Piano della ricostruzione e, a quel punto – ha concluso Guarino – organizzeremo nuovi incontri tra cittadini e progettisti per vedere come le proposte emerse potranno essere realizzate”.
Il percorso, quindi, non finisce qui: ora il disegno complessivo c’è, sono stati definiti nove gruppi di lavoro in base alle differenti tematiche individuate e i cittadini che vorranno dare il proprio contributo potranno ancora partecipare, scendendo sempre più nello specifico dei progetti. Un modo per superare il terremoto, guardando con decisione al futuro del territorio.
Laura Benatti
 

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