Natura in musica

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Sono quattro come gli elementi della natura a cui si ispirano per i testi delle loro canzoni. Sono Marco Lodi, Luca Torreggiani, Enrico Pasini ed Enrico Mescoli i fondatori del gruppo Na Isna che il 10 luglio, alle 21, presenteranno il loro nuovo album dal titolo Un dio furioso al Parco Tien An Men di Campogalliano.
“La parola “dio”- ci racconta Marco Lodi- in questo album è usata come nome comune in quanto abbiamo voluto declinare il concetto di “dio” associandolo alle varie tematiche che affrontiamo: la natura, la storia, il rimorso, l’amore, l’alterità, l’indifferenza e il tempo. Ciascuno di questi temi diventa, o può diventare, un “dio furioso”, nella vita di ognuno, in un dato momento, capace di ribaltare o resettare tutte le nostre priorità con la velocità e la potenza che comunemente si attribuiscono allo stato di furia”.
“In effetti la natura – aggiunge Enrico Mescoli – è proprio il filo conduttore di tutto il nostro lavoro, dalla copertina del disco (fotografia di Angela Tugnetti) al simbolo con cui vorremmo identificarci, l’albero di cui si vedono sia la chioma che le folte radici (opera di Marino Neri), a tutte le parole inerenti al tema che sono contenute in questo disco, senza dimenticare il nome stesso della nostra band Na Isna che per estensione significa “che appartiene alle sue radici”, “che è destinato a lasciare un segno al suo passaggio” . In questo senso, l’esempio più immediato che abbiamo cercato di rappresentare con il videoclip è la canzone Stri-stri in cui la protagonista è la natura in tutte le sue manifestazioni. Ci piacerebbe molto che Stri-stri diventasse un umile memorandum, per tutte quelle persone che non si rendono conto che la bellezza del nostro pianeta è fragile e ineluttabilmente vendicativa: se la coltiviamo, invece di opprimerla, a nostro avviso, ci saranno molte meno probabilità che si trasformi in un sistema inabitabile per qualunque forma di vita”.
Le loro canzoni sono ricche di immagini e vibrazioni cosmiche, che colpiscono per la loro forza e umanità e lasciano a chi le ascolta diverse possibili interpretazioni come nel brano Tigri dagli occhi.
“Tigri dagli occhi – prosegue Marco Lodi – è un’espressione coniata dal poeta gallese Dylan Thomas, che abbiamo provato a far nostra per parlare di quegli incontri che salvano la vita. Lo scenario che rappresenta meglio ciò che volevamo esprimere potrebbe essere una zona di guerra, tra i  ruderi di quello che poteva essere un piccolo nucleo abitato, quasi completamente raso al suolo dai bombardamenti, in cui si staglia la figura di una bambina impaurita e svuotata di ogni senso di prossimità umana. Tra quei ruderi arriva un superstite, o un soldato in avanscoperta, che al primo contatto visivo con la bambina viene assalito da tutta la forza del suo dolore e delle sue paure, al punto che questi sentimenti diventano, quasi come in un’allucinazione, vere tigri lanciate dagli occhi, con veri balzi a fauci spalancate verso  l’estraneo che le salverà la vita portandola via da quella guerra. In questo “film”, ci siamo immaginati un lieto fine capace di ricongiungere i due protagonisti, lasciando presagire per loro la condivisione di un destino finalmente libero da sofferenza e angoscia”.
Preferiscono non circoscrivere la loro musica all’interno di una classificazione precisa, perché come sottolinea Luca Torreggiani: “ciò che cerchiamo di fare è trovare il giusto equilibrio tra gli elementi, partendo da tutte le conoscenze possibili che ognuno di noi ha accumulato negli anni, a prescindere dal contesto musicale. Ascoltiamo la musica indipendentemente dal genere e ci piacerebbe che anche le nostre canzoni fossero ascoltate allo stesso modo. Cantiamo nella nostra lingua, usando i classici strumenti di qualsiasi altra band (batteria, basso, chitarre e piano), con qualche “extra” ormai nemmeno tanto inusuale: loop, tromba e fiati e violoncello. Lasciamo all’ascoltatore con la sua peculiare sensibilità la libera interpretazione delle nostre sonorità”.
Per quanto riguarda le date in programma, è Enrico Pasini a fornire i dettagli: “oltre all’appuntamento del 10 luglio a Campogalliano, nell’ambito del TienAnMente 2014 per la presentazione del disco, il 12 luglio, sempre in Piazza Tien An Men replicheremo un evento in tributo a Lucio Dalla che abbiamo già messo in scena presso il Teatro Michelangelo di Modena lo scorso inverno. Si tratta di qualcosa di diverso rispetto alla nostra produzione musicale, ma consigliamo a tutti gli ammiratori del cantautore bolognese di partecipare alla serata perché ci saranno anche gli interpreti delle compagnie MDdanza e BlakSoulz che danzeranno sulle coreografie di Elisa Balugani e Veronica Sassi, mentre suoneremo le sue canzoni.
Fedeli alla lingua italiana, tra i progetti futuri della band carpigiana c’è quello di portare il più possibile in  giro il loro disco, frutto di un duro lavoro e all’insegna di un’umanità più vicina alla natura e alle sue esigenze.
Chiara Sorrentino
 

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