Morale: non si è mai provato abbastanza!

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Si è conclusa l’edizione numero 30 della Shell Eco Marathon svoltasi a Rotterdam dal 16 al 18 maggio. 220 i team partecipanti, provenienti da ben 27 Paesi: quest’anno erano presenti anche team universitari da Tunisia, Marocco, Nigeria e Russia. A tenere alti i colori del nostro Paese, soltanto tre istituti superiori e due atenei: l’Itis Leonardo da Vinci di Carpi (per l’ottavo anno consecutivo), l’Itip Bucci di Faenza, l’Ipsia Comandini di Cesena, il Politecnico di Torino e l’Università della Basilicata. Il Team ZeroC del Vinci era composto da 16 studenti dei corsi di Elettronica, Meccanica e Informatica, accompagnati dai docenti Stefano Covezzi (Meccanica) e Marco Vidoni (Elettronica).
Cuoca ufficiale del team l’universitaria Elisa Massari che ha preparato deliziosi manicaretti per tutti. Le verifiche tecniche sono state il primo scoglio da superare: in due ore, Escorpio, il veicolo da loro ideato e progettato, è stato sottoposto a diversi test per stabilirne la conformità al regolamento. “Fortunatamente – ci spiega il professor Covezzi – Escorpio ha superato la prova al primo colpo, ricevendo anche i complimenti dei commissari per quanto concerneva la realizzazione del sistema elettronico di bordo, completamente “home made”, progettato e realizzato dagli studenti di Elettronica”. Una volta iniziate le gare, la strada si è presentata subito in salita: il veicolo funzionava perfettamente ma consumava  troppo. “Siamo intervenuti sul software che gestisce il driver del motore ma il risultato non cambiava anzi, peggiorava”, prosegue Stefano Covezzi. Poi sono arrivati i guasti: il distacco della bobina del clacson ha infatti costretto il pilota,  Rodrigo Davalli, a superare i veicoli avversari senza avvisarli, mossa vietata dal regolamento. Passo falso che ha comportato una formale penalità da parte della giuria. “L’unica grande soddisfazione ce l’ha data il sistema solare: il circuito MPPT da noi realizzato infatti, ha funzionato perfettamente, ottimizzando la ricarica delle batterie di bordo grazie al pannello solare disposto sul tetto del prototipo”, raccontano orgogliosi Covezzi e Vidoni. Nella terza gara le prestazioni di Escorpio peggiorano ed emerge un sospetto: che sia colpa delle gomme? “Alle 22 del sabato abbiamo iniziato i lavori per sostituire l’avantreno e montarne un altro con gli pneumatici radiali che la Michelin produce per questa gara. Alle 23 e 30 durante le operazioni di montaggio ha ceduto un raccordo del circuito idraulico dei freni che siamo riusciti a riparare dopo le 24”, continua Covezzi. Il mattino successivo al Team carpigiano resta un solo tentativo disponibile.
Il pilota dopo la prima curva annuncia dalla radio di bordo: “erano le gomme! Il veicolo va benissimo”. La gara fila via liscia fino al traguardo. Il team dimezza il consumo del giorno precedente e risale la classifica, dal 14° all’8° posto.
Il team sfiora anche l’ambito premio Technical innovation award: lusinghiero infatti il giudizio del commissario incaricato dell’ispezione relativamente al sistema di ottimizzazione dell’energia – il quale prevede un sistema di telemetria progettato a scuola e gestito da un programma appositamente realizzato dallo studente Davide Malvezzi- montato a bordo di Escorpio, descritto in inglese dallo studente Lorenzo Ferrari. Il premio, però, viene assegnato a un altro team.  Insomma i nostri portacolori sono tornati a casa da Rotterdam con un dignitoso ottavo posto in tasca su 29 veicoli classificati.
“Morale – sorride il professor Covezzi –  non si è mai provato abbastanza”…

 

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