Professione chitarrista

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Biagio Antonacci ha scelto per il suo tour uno dei migliori chitarristi al mondo: il carpigiano Massimo Varini.
Massimo, quando ti ha contattato Biagio?
“Mi aveva già contattato nel 2011 per fare con lui il concerto al Colosseo. Ero impegnato con le registrazioni del disco di Vasco Rossi e Alessandra Amoroso e quindi non riuscii a partecipare all’evento. A febbraio 2014 ha chiamato Rossella (ndr cantante e compagna del chitarrista) spiegandole il progetto. Ci siamo sentiti e mi ha fatto molto piacere sapere che lui mi volesse di nuovo al suo fianco per due eventi di questa portata”.
Da quanto tempo non eri in tour con lui?
“Ho iniziato a suonare con Biagio nel 1993 quando avevo 22 anni… ho poi registrato due suoi album e sono stato in tour con lui fino alla fine del 1997”.
Cosa hai realizzato nell’ultimo anno?
“Tantissime cose: ho prodotto artisticamente il musical Amleto Dramma Musicale (di Daniele Martini, mentre il produttore esecutivo è Pierre Cardin), con debutto a Stia in agosto ed è appena finito il tour in Francia; sono usciti due nuovi manuali didattici per chitarra e ho suonato molto all’estero in acustico da solo. Nel 2013 è uscito anche il mio album Urban Guitar e nel 2014 Relax and Sleep at 432 Hz; ho realizzato in Florida un corso per il più importante sito al mondo di didattica per chitarra (Truefire.com) in uscita a maggio; mi sono poi occupato di ridisegnare totalmente il nuovo catalogo della Eko Chitarre di Recanati, un’esperienza fantastica in cui ho potuto far confluire molte delle mie caratteristiche professionali”.
Come ti stai preparando al tour di Antonacci?
“Non sapendo ancora i brani in scaletta ho iniziato ad allenarmi! Il palco è una cosa gigantesca e dovremo correre veramente tanto quindi, per poter suonare in relax, occorre lavorare anche sulla preparazione fisica. Al momento mi sto dedicando alla scelta dei suoni e degli strumenti e, dal momento che è stata approntata una bozza della scaletta, ho iniziato a lavorare sulle parti.
Riguardo alla mia preparazione ho realizzato una serie di video che ho pubblicato sul mio canale youtube il quale si sta avviando velocemente verso i 18milioni di play”.
Tu collabori sin da ragazzino con artisti noti: rispetto al passato cosa è cambiato?
“Nel nostro rapporto la differenza è sostanziale: prima mi veniva chiesto di registrare delle chitarre nello stile di questo o quel chitarrista… ora mi viene chiesto di suonare nel “Mio” modo  e questa è una delle soddisfazioni più grandi”.
Oggi sono numerosi i ragazzi che imparano a suonare uno strumento musicale, sognando magari di far parte di una band di successo: cosa consigli loro?
“Per prima cosa occorre “esistere”… quindi avere una o più band in cui suonare, andare in giro, farsi vedere, macinare chilometri e ore di sala prove e palco! Per quanto possano essere palchi piccoli servono per fare esperienza e prepararsi al grande passo. Una cosa che ho scritto nel mio manuale Professione: chitarrista è questa: il “treno” (la possibilità) può passare anche soltanto una volta nella vita professionale… non bisogna aspettare in modo passivo bensì  lavorare duro per “acquistare il biglietto”. Se passa il tuo treno ma non hai il biglietto scendi alla prima fermata”.
Clarissa Martinelli

 

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