“La mente è la nostra arma”

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“Rileggere punto per punto l’Odissea ci fa capire quanto è grande la nostra civiltà e quanto grandi siamo noi. Omero e Ulisse ci insegnano che ognuno di noi è grande perché unico e irripetibile: dal primo uomo all’ultimo non ci saranno mai due individui uguali ed essere mortali significa aver più caro ogni istante della vita”. Con queste evocative parole l’archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi ha guidato il pubblico nel viaggio alla riscoperta della figura di Odisseo, l’eroe moderno per eccellenza, nel corso dell’ultimo dei quattro appuntamenti della rassegna I libri di San Rocco. Incontro, quello con l’autore di Piumazzo che, domenica scorsa presso l’Auditorium Loria, ha fatto registrare il tutto esaurito. Intervistato dal caporedattore di Radio Bruno, Pierluigi Senatore, l’autore ha raccontato la sua passione per l’eroe prediletto da Omero, l’astuto navigatore che, da quando è stato creato, ha affascinato ogni generazione di autori e poeti, da Dante a Tennyson, da Kavafis a Joyce. Per arrivare a Manfredi che, nella sua trilogia Il mio nome è nessuno, si è cimentato nell’impresa, mai tentata prima, di raccontare tutta la vita di Ulisse, dalla nascita all’ultimo, misterioso viaggio vaticinato da Tiresia: “Odisseo è l’uomo di passaggio, è tutti noi. Ci insegna che l’arma più micidiale non è la spada o la freccia, ma la nostra mente”. Fino al punto di guidarci in un percorso interiore sino alla scoperta più importante: “leggendo il poema omerico si capisce che l’immaginazione è più forte della realtà. La nostra mente è infinitamente più ampia della nostra vita personale e, per questo, vogliamo vivere altre vite, provare altre emozioni, sospirare per altri amori, trepidare per altri pericoli. A questo servono i classici, quei testi capaci di farsi intendere e di parlare a tutte le generazioni, e di dimostrare ogni volta che la nostra vita, senza l’incanto della fantasia, sarebbe ben poca cosa”.

 

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