“La crisi è un buon alibi per i furbi”

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Riccardo Del Tesoro è uno dei più apprezzati amministratori di condominio a Carpi. Tra i compiti di un amministratore: seguire le delibere delle assemblee, far rispettare il regolamento di condominio, riscuotere le quote condominiali ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dell’edificio. Ogni anno l’amministratore deve presentare il consuntivo di tutte le spese sostenute, sulla base del preventivo approvato precedentemente dall’assemblea dei condomini, con annessa ripartizione delle spese. Oltre alla normale e ordinaria gestione, l’amministratore deve occuparsi anche della gestione delle spese straordinarie, autorizzato, anche in questo caso, dall’assemblea, a patto che tali spese non siano urgenti. Non ultimo, spetta al professionista il lavoro di mediazione per evitare, se possibile, azioni legali molto costose per chi le subisce.
Del Tesoro, è elevato il numero di chi non paga puntualmente le spese condominiali?
“Purtroppo sì, dal 2007 al 2013, si è registrata una crescita costante di condomini che non pagano puntualmente, fino ad arrivare al 50-60% del totale. All’inizio erano soprattutto famiglie di stranieri, pakistani e marocchini. Oggi non si registrano grosse differenze tra italiani e stranieri. Dal giugno scorso, fortunatamente, la legge consente di staccare le utenze a chi è moroso da almeno sei mesi: stacchiamo l’acqua nell’appartamento di una famiglia che non paga più le spese condominiali vedo che si arriva presto a una mediazione. Dopo mesi di irreperibilità e di mancate risposte anche alle lettere dell’avvocato, gli inquilini morosi arrivano nel mio ufficio per trovare una soluzione al problema. A volte sono stato anche minacciato ma, a mali estremi, occorrono estremi rimedi.
Chi ha davvero problemi e difficoltà economiche viene aiutato, può rateizzare e un accordo si trova: il Comune di Carpi, tra l’altro, ha anche istituito un bando per correre in aiuto dei casi più difficili e diversi inquilini hanno chiesto il mio intervento con una certificazione per ottenere i fondi. Ma ci sono anche molti furbi: persone che hanno il denaro per pagare, ma non pagano. Tanto che, quando stacco l’acqua, hanno immediatamente i 4-5.000 euro necessari per ripianare il debito. La crisi è un buon alibi per i furbi, non solo un guaio per chi la subisce davvero. Ci sono situazioni in cui chi non paga arriva in ufficio con l’ultimo modello di telefono, il giaccone firmato e l’auto nuova nel parcheggio. Prima di questa normativa era difficile recuperare i crediti, i tempi della legge sono lunghissimi e non sempre si arriva a una soluzione: cosa si pignora a chi non ha nulla intestato a sé?”.
C’è comunque una “famiglia tipo” che a Carpi fatica ad affrontare le spese fisse per la casa?
“Ci sono molte persone in cassa integrazione o disoccupate che mostrano la volontà di pagare e portano i soldi un po’ alla volta; 100 euro un mese, 200 l’altro, pian piano ripianano i debiti e riescono a far fronte alle spese. Sei su dieci vanno sollecitati con le buone o con le cattive.
Di certo le disponibilità economiche sono in calo e le spese fisse aumentano”.
Molti lamentano di faticare a pagare il mutuo; rispetto al passato, aumentano gli appartamenti requisiti dalle banche a Carpi?
“In molti casi faccio il decreto ingiuntivo a proprietari di appartamenti che non pagano nemmeno il mutuo e quindi le banche già stanno procedendo per la messa in vendita all’asta. A Carpi gli appartamenti all’asta sono davvero tantissimi e chi ha soldi fa ottimi affari. Case da 180.000 euro di valore vengono messe all’asta a 150.000 e scendono fino a 50-60mila euro. A quel punto c’è chi compra anche begli appartamenti a prezzi stracciati”.
Le nuove normative hanno complicato gli interventi per i lavori straordinari?
“Sì, con le nuove normative da giugno serve un fondo cassa per dare il via a lavori straordinari: riparare un tetto, intonacare, migliorare gli impianti elettrici, le fognature, non si può più iniziare senza un fondo cassa e, a volte, sono cifre elevate. I lavori così non partono o ritardano, aggravando  i problemi”.
Se tu dovessi dare un consiglio a chi cerca casa oggi, su cosa lo orienteresti?
“Allo stato attuale io consiglierei l’affitto; ottenere un mutuo è difficile proprio perché le banche che hanno dato finanziamenti del 100-120% nei primi anni duemila si sono ritrovate a non incassare quanto prestato. A Carpi, ad esempio, molti stranieri hanno acquistato case degli Anni ‘70 con il mutuo: hanno pagato le rate per il primo anno e poi hanno smesso. Anche una volta messe all’asta e vendute, occorre poi altro tempo per sfrattare chi ci vive e se ci sono minori la faccenda si complica ulteriormente.
Oggi le banche vogliono garanzie: i genitori, il titolare, amici, parenti, qualcuno che firmi e assicuri che il mutuo verrà onorato. Conviene l’ affitto anche perché i prezzi sono un po’ calati rispetto al passato, questo nonostante le tasse siano aumentate per i proprietari di case: sono talmente tante le situazioni in cui gli inquilini non pagano l’affitto che i proprietari preferiscono accontentarsi sul prezzo e affittare a persone fidate.
A Carpi ci sono stati diversi casi di inquilini in affitto che, oltre a non pagare, hanno completamente svuotato appartamenti arredati vendendo tutto! Persino i termosifoni!
E mandarli fuori casa richiede tempi lunghissimi, purtroppo. Qualcuno oggi mi dice che aver investito i propri risparmi in case anziché spenderli in viaggi e vino si è rivelata una sfortuna. Significa che qualcosa, dal punto di vista delle leggi, proprio non va”.
Clarissa Martinelli
 

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