Senza le famiglie, la scuola dove andrà a finire?

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Il 10 marzo, dopo una settimana di stop forzato, è ripresa l’attività di Sportello al Liceo Manfredo Fanti di Carpi. Il prezioso servizio, vero e proprio fiore all’occhiello del liceo carpigiano, offre agli studenti la possibilità di accedere a  delle consulenze di tipo didattico: “dal punto di vista contenutistico o metodologico “, puntualizza il dirigente Gian Michele Spaggiari. “Gli studenti che, volontariamente, nelle ore pomeridiane, si avvalgono di queste consulenze, solitamente si fanno portavoce di fronte ai docenti di alcune problematiche vissute dal gruppo classe al fine di trovare soluzioni efficaci”. Attivo da anni, questo servizio – che nulla ha a che vedere con delle lezioni individuali –  ha rischiato di saltare a causa della mancanza di fondi: “abbiamo dovuto momentaneamente interrompere l’attività poiché, dal momento che i fondi ministeriali annualmente concessi sono già esauriti, necessitavo del via libera del presidente del Consiglio di Istituto per poter attingere dal contributo volontario delle famiglie degli studenti e reperire così la necessaria copertura finanziaria”.  Il contributo, rimasto inalterato da quattro anni a questa parte, è piuttosto oneroso: 110 euro a liceale. Denaro sempre più vitale per mantenere gli alti standard qualitativi raggiunti dall’istituto superiore e la tenuta dell’offerta formativa che passa anche attraverso progetti e servizi. Il futuro che si prospetta ha tinte senz’altro fosche: i bilanci delle scuole infatti dipenderanno sempre più dai contributi delle famiglie, le cui tasche, lo sappiamo, sono oltremodo impoverite da una crisi che non accenna a mollare la presa.
J.B.
 

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