“Non ho nessuna intenzione di pagare per una casa dove non posso vivere”

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 Un anno e 8 mesi. E’ il tempo trascorso dal terribile terremoto che ha sconvolto l’Emilia. Per certe persone però, le difficoltà sono ancora enormi ed è necessaria una forza straordinaria per affrontare la quotidianità dopo il dramma. Anche perché, dal 1° gennaio 2014, sono ripartiti i pagamenti dei mutui, sospesi a causa del sisma, anche per le case inagibili. “Per fortuna la mia banca, Cariparma, mi ha sospeso il mutuo per altri sei mesi, dunque fino al giugno prossimo, considerata la mia situazione. Poi si vedrà. E comunque non ho nessuna intenzione di pagare le rate per una casa che non posso abitare perché inagibile a causa delle gravissime lesioni riportate a seguito del terremoto. La ritengo una cosa assurda e vergognosa. Pagherò di nuovo il mutuo quando la mia casa sarà agibile, prima no”. Emanuela Corradi vive in via Borgoferro a Sant’Antonio in Mercadello in una casetta mobile, prestatale dalla Protezione Civile di Ferrara, nel cortile della sua vicina di casa, un’amica che, “gentilmente, mi ospita nella sua proprietà”. In 20 metri quadrati vive con i due figli di 5 e 14 anni e il marito. “Dal maggio 2012 la nostra vita è cambiata radicalmente: da una casa di 120 metri siamo passati a questa situazione dove, al di là dei comfort, non esiste nemmeno la privacy. E’ durissima. Tra l’altro io sono disoccupata e mio marito, dopo essere stato licenziato, ha ripreso a lavorare solo da un mese. Con due figli non era pensabile di vivere senza il Cas (Contributo di autonoma sistemazione) per cui abbiamo rinunciato ai moduli abitativi poiché avremmo perso automaticamente il contributo. E poi così siamo rimasti vicini alla nostra casa: ancora non sappiamo se dovrà essere abbattuta o ristrutturata. Sotto il tetto c’è una crepa che si estende per tutta la lunghezza della casa ed è stata dichiarata  da subito una “E grave”. Durante del scosse del 29 maggio il tetto si è staccato e si è alzato, sollevando un impressionante polverone. Nel dramma abbiamo anche avuto la sfortuna di incappare in un architetto che non si è comportato come avrebbe dovuto e perciò lo abbiamo denunciato. Ma questa vicenda ha determinato un rallentamento enorme nell’espletamento di tutte le pratiche necessarie per ottenere i contributi e, di conseguenza, per dare il via ai lavori. In un contesto così come potremmo pagare la rata del mutuo, attualmente intorno ai 500 euro? E’ impensabile”.

Federica Boccaletti

 

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