Una malattia nascosta

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L’endometriosi è una malattia infiammatoria femminile complessa e poco conosciuta nonostante sia largamente diffusa. Ne soffrono in Italia non meno di tre milioni di donne, di cui duemila nel territorio modenese. E’ un’infezione del tessuto che riveste la parete interna dell’utero, chiamato appunto endometrio, il quale, tutti i mesi, sotto l’effetto del ciclo mestruale, va incontro a un sanguinamento interno che dà origine a dolori prolungati,  cisti, infiammazioni e, in alcuni casi, all’infertilità. E può espandersi a organi vicini come vescica, tube, fegato e intestino. In questo caso può provocare sintomi che possono essere erroneamente scambiati per irritazione del colon. La sua diagnosi insomma è molto difficile. Di questa malattia ne hanno parlato nel corso di un convegno indetto dai Lions club  Carpi host e Correggio, tenuto al President, i primari di ginecologia degli ospedali di Mirandola, Marc’Antonio Vezzani e di Carpi, Paolo Accorsi e la dottoressa Federica Piccinini ginecologa al Ramazzini. E’ intervenuta anche la presidente nazionale di Ape (l’Associazione Progetto Endometriosi) Marisa Di Mizio.
Vezzani e Accorsi hanno sottolineato come, molto spesso, questa malattia non venga diagnosticata dal medico di base e confusa con cistiti  o coi normali dolori mestruali, ma che il campanello d’allarme devono essere i dolori prolungati al ventre. Diventa dunque importante la diagnosi e la prevenzione, ottenibili attraverso  una laparoscopia ginecologica, mentre le terapie per lenire il dolore sono rappresentate dalla pillola anticoncezionale, dalla menopausa farmacologica, sino all’intervento chirurgico vero e proprio. Ma sia Accorsi che Vezzani hanno insistito sulla necessità di attivare un’equipe ospedaliera ‘a rete’, con la partecipazione oltre che del ginecologo, dell’internista e dell’urologo per giungere a una comune diagnosi e alla terapia per la cura del serio inconveniente di cui fu vittima anche Marilyn Monroe. Hanno portato il saluto dei due club Lions i presidenti di Correggio  Marino Battini e di Carpi Giovanni Arletti.
Cesare Pradella
 

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