Curate le ferite del sisma, il Torrione può tornare a brillare

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E’ il simbolo della città ferita dal terremoto. Il Torrione degli Spagnoli di cicatrici ne ha subite tante a causa dello sciame sismico del maggio 2012, ma è pronto per tornare a nuova vita, più bello che mai. Una storia talmente affascinante, quella del Torrione, al punto da avere spinto la 25enne modenese Eleonora Fogliani a scrivere la propria tesi di Laurea Magistrale in Architettura proprio sul recupero di questo gioiello storico. “Il mio percorso di tesi – racconta Eleonora – ha avuto inizio subito dopo il sisma dello scorso anno. Come tutti sono rimasta molto scossa da quanto è accaduto, soprattutto al patrimonio storico di molte cittadine emiliane e, come futuro architetto, ho sentito il desiderio e, in parte, il dovere, di fare qualcosa. Non vivo a Carpi ma conosco bene questa città e dai primi sopralluoghi post-sisma ho avvertito un grande senso di vuoto nel vedere molti dei suoi bellissimi monumenti lesionati, tra cui il Torrione degli Spagnoli. Conoscevo in parte la storia di questo edificio, sapevo delle sue vicende e della sua voglia di riscatto e ho pensato che, superata l’emergenza post sisma, potesse presentarsi una grande occasione di recupero per questo suggestivo edificio. La sensazione che ho provato quando sono entrata nel Torrione, subito dopo il terremoto, è stata quella di entrare in un edificio pieno di storia, dove ogni parete e ogni stanza, riflettevano il suo glorioso passato a servizio della famiglia Pio. Ma a fianco di tracce di meravigliosi affreschi ancora da scoprire, vi erano profonde lesioni che sottolineavano il suo passato travagliato e uno stato di abbandono che dura ormai da troppo tempo”. La tesi di Eleonora è partita dall’excursus storico del Torrione per giungere ad analizzare la situazione attuale: “si è basata su un complesso e profondo studio della storia del fabbricato e delle sue trasformazioni dall’Ottocento a oggi, attraverso ricerche in più archivi, da quello della Soprintendenza per i Beni architettonici a quello del Comune di Carpi. Ho eseguito numerosi rilievi all’interno dell’edificio, grazie al Comune che mi ha concesso l’ingresso e, in seguito, alla stesura di numerosi elaborati tecnici sui danni del fabbricato e sulle cause determinati. Lo studio approfondito di questo complesso manufatto edilizio ha fatto emergere una situazione strutturale gravemente compromessa, non tanto dall’ultimo evento sismico, che ha comunque causato un peggioramento diffuso, ma da problemi legati alla sua costruzione, ai numerosi interventi di trasformazione edilizia eseguiti durante il secolo scorso e, soprattutto, alla scarsa manutenzione.
Non sono stati proposti interventi di consolidamento strutturale ma solo suggerimenti e verifiche per impostare, in modo consapevole, un futuro progetto di consolidamento o miglioramento strutturale, in modo da risultare efficace, oltre che idoneo e coerente con le esigenze di conservazione del Torrione. Questo affascinante edificio del Quattrocento racchiude ancora tante ricchezze da scoprire e studiare. Il recupero dei grandi e prestigiosi spazi interni può costituire per Carpi e non solo una importante risorsa culturale e rappresentare un’opportunità per il Torrione di essere inserito nel più ampio sistema museale del noto Palazzo dei Pio”. Per quanto riguarda il suo prossimo futuro, Eleonora ha un unico obiettivo: l’abilitazione alla professione. “Poi – aggiunge – spero tanto di avere la possibilità di lavorare nel campo del restauro e di contribuire alla valorizzazione del meraviglioso patrimonio storico italiano che, mai come in questo momento di difficoltà, rappresenta una potenzialità. Sarei felice anche di collaborare al recupero dell’edilizia storica lesionata dal recente sisma”.
Chiara Sorrentino

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