Limidi s’illumina d’immenso

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I lavori si sono conclusi e manca solo la benedizione che verrà impartita nlla giornata di domenica 15 settembre dopo la Santa Messa delle 10 alla presenza dell’intera comunità parrocchiale e delle famiglie che frequentano la scuola materna. I pannelli fotovoltaici, due impianti da 12 kwh ciascuno, campeggiano sul tetto dei locali della Parrocchia di Limidi e sul tetto della scuola materna intitolata a Oriello Cavazzuti e già hanno iniziato a produrre energia elettrica. “L’idea è nata – racconta il parroco don Antonio Dotti – quando il Consiglio per gli affari economici ha considerato l’elevato costo della fattura per l’energia elettrica: 6mila euro la spesa annua per i consumi (24.000 kwh) di tutte le strutture e dell’esterno”.
Così si è considerata la possibilità di produrre autonomamente energia e sono stati fatti montare, da Airone Service di Gargallo, sul tetto dell’asilo e sui locali della Parrocchia – la prima in Diocesi – due impianti fotovoltaici che permetteranno la fornitura di circa 28.800 kwh. “Tra risparmio in bolletta, incentivi e contributi per l’energia immessa in rete, sono stati calcolati benefici economici complessivi per 4.426 euro annui e questo ci consentirà, tra le altre cose, di non aumentare le rette della scuola materna parrocchiale”.
Per coprire i costi dell’investimento (23mila euro per ognuno dei due impianti) è stato venduto il camper dove il parroco ha trascorso i mesi dopo il terremoto, la Parrocchia di Limidi e il Circolo Anspi hanno provveduto a coprire parte della spesa, ma hanno dato il loro contributo anche numerosi privati e titolari di aziende: Mauro Romitti (Gold Par), Paolo Cavazzuti (Azienda agricola Cavazzuti), famiglia Caiumi (Emmegi), Mario Brani, Tecnocasa Soliera, ingegner Gianluca Spaggiari, Farmacia Sant’Antonio di Limidi e Vito Bovoli. Oltre all’estrema convenienza, don Antonio sottolinea la scelta ecologica: parrocchie “amiche dell’ambiente” così vengono definite quelle realtà in cui si fa strada il tema della sostenibilità ambientale perchè promuovono l’attenzione alla tutela del creato. Un richiamo in questo senso viene dal messaggio diffuso dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali in occasione dell’ottava Giornata per la custodia del creato che si è tenuta il 1° settembre: il messaggio infatti si intitola La famiglia educa alla custodia del creato e richiama all’impegno in questo ambito della realtà familiare. Proprio facendo riferimento al messaggio della giornata, don Antonio richiama i fedeli alla necessità di tradurre nella pratica, anche nel contesto parrocchiale, il dovere di “custodire il creato e la sua bellezza avendo rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo”.
Sara Gelli

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