Diario da Brentonico

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Appunti dal Trentino. Sensazioni e considerazioni sparse dopo il weekend in visita nel buen ritiro Brentonico. All’intergiro dell’estate più bella e importante della storia biancorossa.
PORTIERI
L’incognita più pruriginosa della stagione. Tra i pali c’è grande esuberanza ma manca sicuramente un paracadute d’esperienza. Non è arrivato il veterano che Giuntoli sperava di firmare a cifre contenute (Bremec). La scelta è caduta su una batteria di giovani brillanti, che però andranno ben protetti. Il ballottaggio per la maglia da titolare è aperto. Nocchi parte avanti, ha più familiarità con la categoria (25 presenze lo scorso anno con la Juve Stabia). Fisicamente è strutturatissimo, grande abbondanza muscolare nelle braccia, nel torace e nelle gambe. Sta presumibilmente pagando i carichi di lavoro più di Kovacsic. Che fin qui, sul piano della sicurezza e della reattività ha dato risposte migliori.
DIFESA
E’ l’unico reparto completo. L’arrivo di Lapis Kiakis (’93 dal Verona, albanese, terzino-stopper destrorso, grinta da vendere) riempie l’ultimo tassello. Tante le certezze già acquisite. La principale è Pesoli: elegantissimo e risoluto, mai una giocata banale. Parla e si muove da leader. Del reparto e del gruppo. E’ sempre il primo a tirare la corsa, e l’ultimo a rientrare in spogliatoio. In campo fa l’assaltatore e il regista basso. Ogni anticipo trasmette energia a tutta la squadra. E poi è sempre lui l’idea iniziale: comincia e pilota ogni azione, con ambo i piedi. Con Romagnoli forma una buona coppia: eccellente controllo delle palle alte, discreta complementarietà di letture. Ma tenere fuori Poli e Gagliolo non sarà semplice. Soprattutto quest’ultimo continua a crescere in maniera esponenziale, per esplosività, tempismo e prospettiva di gioco. Vecchi lo ha provato a sinistra nell’ultimo test con il Como. E’ più di un esperimento, somiglia molto alla soluzione di partenza, più coperta sul lato. Liviero è piaciuto moltissimo per facilità di corsa e rapidità d’esecuzione palla al piede. Ma è un progetto da costruire con cura e tempo. Nasce esterno alto, sui rientri non ha diagonali immediate e automatiche: tende a concedere l’interno all’ala che lo prende in velocità.
CENTROCAMPO
Tre novità. La prima, abbastanza inattesa, cambia qualche scenario: è il maxi-sconto a Bianco in secondo grado, da tre anni e mezzo a sei mesi di squalifica. L’illecito è stato declassato ad omessa denuncia. C’è ancora l’Arbitrato, che potrebbe ulteriormente assottigliarne la pena. Comunque vada, l’ex-Juve avrà un contratto e al più tardi sarà arruolabile per il girone di ritorno. Le altre due ufficialità sono i prestiti di De Vitis (dal Parma) e Memushaj (sventata in extremis l’intromissione del Modena, che aveva chiuso col Lecce scambiando Nardini). Aggiungono dinamismo e possibilità di gioco alla geometrie leggere di Bertoni. Di qualità e fosforo ce n’è già abbastanza. Manca tuttavia ancora molto per avere una mediana compiuta. Principalmente forza, personalità fisica, presa emotiva. Uno o due tuttocampisti d’impatto, tecnici e muscolari, che siano in grado di trasferire il carattere alla squadra. Abbandonato Buchel (va a Trapani), impercorribile la pista Casarini (ha scelto il Cesena). Cuoce invece a fuoco lento la trattativa con l’Udinese per Sissoko jr. E c’è un nome nuovo: Savvas Gentsoglou, Nazionale Under 21 greco, di proprietà Samp. Interessa anche al Modena. Intanto si è aperto un canale col Genoa che si è fatto avanti per Letizia. L’offerta, tra contanti e contropartita (Rodney Strasser), si avvicinerebbe al milione di euro. Per ora è giudicata troppo bassa.
ESTERNI/FANTASISTI
Sono i giocatori-bussola del calcio di Vecchi, quelli che determinano lo schema, le declinazioni della flessibilità. I garanti della possibilità di variare sistema anche a partita in corso (dalla base: 4-2-3-1; all’evoluzione: 4-3-3). Al momento di andare in stampa sono due di equilibrio (Pasciuti e Concas) e due di spunto (Di Gaudio e Kirilov). Giuntoli è deciso ad assicurarsene altri due, capaci di portare profondità e facilità di realizzazione. Uno è Andrea Catellani, ex Modena, in uscita dal Sassuolo, in esubero a Catania. L’altro è un baby-genio paulista: Diego Farias, classe ’90, 15 gol negli ultimi due anni in B con Nocerina e Padova. Il cartellino appartiene al Chievo. L’operazione sta per entrare nel vivo, potrebbe essere questo il weekend decisivo. La chiave di riuscita è Roberto Inglese, con cui c’è già l’intesa di massima: Giuntoli dunque punta a strappare il doppio prestito con sconto sulle formule di riscatto.
ATTACCANTI
Difficile, quasi impossibile arrivare a Pavoletti. Enorme la distanza tra domanda e offerta. Agguerritissima la concorrenza, Varese in vantaggio sulle inseguitrici (oltre al Carpi: Modena, Bari, Avellino). Ma finché il Sassuolo non abbasserà le pretese sull’onere del prestito, il giocatore rimarrà prigioniero del proprio contratto. Tramontato Cocco (accordo saltato sui dettagli), sarà dunque molto probabilmente Inglese a completare il blocco dei centrattacchi di ruolo. Tra i quali brilla Ferretti, davvero rigenerato da una preparazione atletica che da diversi anni a questa parte non era stato in grado di sostenere. La scommessa più importante è naturalmente Edgar Cani. E’ nell’anno della svolta, ha molte missioni da compiere. La prima: battere lo scetticismo che lo accompagna. E’ lungo, sodo, durissimo, tutt’altro che meraviglioso da vedere. Una progressione travolgente ancorché scomposta; una tecnica quasi primordiale, elementare e istintiva. Ma dentro quei due metri di ossa e muscoli c’è una forza esagerata, non ancora esplorata del tutto. E soprattutto tanta fame. Si giocherà il Mondiale con l’Albania, è il primo giocatore che entra nella storia del Carpi con la maglia di una Nazionale addosso: 12 presenze e 4 reti finora. A Modena avrebbe dovuto sbocciare, invece finì per appassire. Poi è rifiorito in Polonia, a Varsavia. Ci ha investito un grande presidente pescatore di talenti, Pulvirenti del Catania. Continua a puntarci sicuro il ct De Biasi. Ci crede fortissimamente Giuntoli. Non possono essersi sbagliati tutti e tre. Non c’è dubbio che dal suo impatto passerà molto del destino della storica stagione che sta per cominciare.
Enrico Gualtieri

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