A m’arcord don Claudio…

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Don Claudio Pontiroli – Un prete da ricordare è questo il titolo del libro curato da Annalisa Bonaretti e Dante Colli in ricordo dell’amatissimo parroco della Madonna della Neve di Quartirolo. Un uomo – e un prete – tratteggiato con autentica e sentita passione: “pietra viva nella costruzione della Diocesi di Carpi. Don Claudio Pontiroli – sottolinea Colli – è uno di quei preti che ha cresciuto ed educato un’intera generazione di giovani”. E il ritratto che emerge dal libro, stampato in tiratura limitata, è quello di un uomo vero, dal temperamento forte e sanguigno e col cuore grande. “Ciò che colpisce – aggiunge Bonaretti – sono l’autenticità e la spontaneità delle tante testimonianze che abbiamo raccolto. La sincerità con cui tutti si sono messi a nudo, spogliandosi di ogni maschera o ruolo per ricordare don Claudio, mostra quanto affetto provassero per lui e quanto fosse vero il rapporto che li univa”. Un libro voluto dalla gente, nato dal desiderio di coloro che hanno conosciuto, amato e rispettato don Claudio, a partire dal suo fedele collaboratore e amico, Rino Meschiari, grazie al quale, prosegue Annalisa, “il testo ha preso corpo. Queste pagine incarnano perfettamente lo stile di Pontiroli e della “sua” parrocchia che fa di apertura e accoglienza i propri punti di forza”. Insomma una biografia “spontanea e leggera – si legge nel volume – eppure piena di affetto e ricca di consapevole umanità e amore”. Perchè la forza di Pontiroli era proprio l’umanità, il suo saper camminare “anche nella periferia della Diocesi”, per mostrare la sua vicinanza a chiunque. “Tutta la sua vita – ha ribadito il vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina – è stata spesa al servizio di Dio e dei suoi fratelli. Col suo esempio ha trasmesso ai suoi parrocchiani e non solo, il dono immenso della fede che illumina e dà un senso alle nostre vite”. Ma se, come disse Søren Kierkegaard, Il passato non è degno di essere ricordato se non può diventare presente, prosegue Cavina, “il ricordo di don Claudio si trasforma in riconoscenza, la quale spinge all’impegno personale affinché ciò che lui ha seminato continui a dare frutto”. Don Claudio non era un prete tra i preti, bensì un uomo tra la gente: capace di rimproverare, esortare, abbracciare e accompagnare chi aveva intorno. Un uomo testardo e intraprendente capace di offrire un sogno ai suoi parrocchiani che, uniti, sono riusciti in un’opera titanica, “la realizzazione della nuova aula liturgica di Quartirolo”, commenta il nuovo parroco, Don Fabio Barbieri. “Ora il nostro compito, il più grande e il più complesso, è quello di continuare a far crescere e curare la nostra comunità”. Il libro contiene numerosi aneddoti, foto e testimonianze che molti hanno accettato di donare in memoria di don Claudio e come “segno evidente di come la vita di tante persone sia stata arricchita dall’incontro con lui”, conclude don Fabio. Un sacerdote che era veramente se stesso solo nell’attimo in cui saliva gli scalini che portavano all’altare.
Jessica Bianchi

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