Meglio tardi che mai…

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Vi sembrerà una barzelletta o il teatro dell’assurdo ma non è così. E’ tutto vero. A distanza di 15 mesi dal sisma dello scorso maggio, il Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno intitolato: Dopo il terremoto, provvedimenti per accelerare il rientro a casa dei cittadini. Il testo del documento (scritto a più mani dagli sceneggiatori Pivetti e Verrini di ApC, Depietri, Lugli, Gelli e Bagnoli del Pd e Bizzarri dell’Idv) è un copione a dir poco esilarante. Si legge: “la fase della ricostruzione vede, tra tante luci (luci?) anche molte ombre; queste ultime vanno dipanate nel più rapido tempo possibile, per continuare con lo stesso spirito che ci ha contraddistinto nella prime fasi della gestione dell’emergenza. Crediamo che, per accelerare la fase della ricostruzione, sarebbe stato meglio assegnare ai tecnici privati la responsabilità, attraverso lo strumento delle perizie giurate, della realizzazione dei progetti di ricostruzione – ristrutturazione, e assegnando agli Enti Locali il compito del controllo. Crediamo che la scelta di utilizzare lo strumento del MudeSfinge e affidare la classificazione del danno alle sole schede Aedes abbia sminuito il lavoro che tecnici e professionisti esterni potevano mettere in campo. Minor burocrazia permetterebbe di alleggerire la mole di lavoro che le strutture tecniche comunali si trovano ad affrontare, con risorse umane inadeguate rispetto all’esigenza di risposte rapide”. Ma ci volevano 15 mesi per giungere a queste conclusioni? Non bastava forse parlare coi cittadini e i loro tecnici 4/5 mesi dopo il sisma? Dopo 15 mesi di fiducia indiscussa nei confronti del caro, vecchio Errani, anche il Civico Consesso proclama quanto stiamo denunciando da oltre un anno: il mastodonte della burocrazia ha ammazzato persino il burocrate! Ergo gli sfollati subiscono ritardi insostenibili e pesantisissimi nella ricostruzione delle proprie case. Abitazioni per le quali, in larga parte, non sono ancora stati spediti i progetti di ripristino a causa, dapprima della nebulosità e del tam tam continuo delle ordinanze e, poi, della delegittimazione dei professionisti privati. E intanto il pubblico collassa, “strozzato” (ma i numeri sono ancora esigui) dall’entità del numero di pratiche da valutare e licenziare. Bene, dopo 15 mesi, per il Civico Consesso è giunto il tempo della consapevolezza. Ecco alcune delle proposte che intende sottoporre al presidente Errani: “individuare tutti gli strumenti utili per semplificare e rendere meno burocratica la fase della ricostruzione, per permettere un rapido rientro della popolazione nelle proprie case; trovare le modalità operative per rendere il Mude più rapido e semplice; riconsiderare il metodo delle asseverazioni, valorizzandole; sollecitare il Governo ad autorizzare l’impiego di 3 milioni di euro per la copertura degli interessi aggiuntivi pagati dalle famiglie a seguito della sospensione e dello spostamento delle rate dei mutui; sollecitare il Governo affinché introduca sull’area del cratere una fiscalità agevolata per le imprese economiche…”. E il consiglio invita poi la squadra di Campedelli “a utilizzare tutti gli strumenti in possesso degli Enti Locali per dare risposte concrete alla domanda di ristrutturazione e ricostruzione in tempi celeri”. Insomma parola chiave: velocità! Speriamo che Regione e Giunta non ci mettano altri 15 mesi per prendere atto delle istanze lanciate dai consiglieri carpigiani. Il famoso adagio meglio tardi che mai, non può continuare a essere il leit motiv di una ricostruzione che, a tutti gli effetti, non è ancora partita.
Jessica Bianchi

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