Amianto: tolleranza zero

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“Il gioco è pesante e siamo ben oltre il principio di precauzione”. Esordisce così il dottor Vito Totire dell’Associazione esposti amianto (Aea) commentando la presenza di tracce di fibre di amianto nella rete idrica carpigiana. “L’acqua – prosegue – per essere dichiarata potabile dev’essere priva di qualsiasi traccia di amianto, perchè l’unico amianto sicuro e innocuo è quello uguale a zero”. Non fa sconti il dottor Totire che, pur lavorando presso l’Ausl di Bologna, precisa: “chi dice che non esiste alcuna prova seria che l’ingestione di amianto sia pericolosa per la salute deve cambiare mestiere. A fronte di tali dichiarazioni persino Bernardino Ramazzini si è rivoltato nella tomba. Su questi temi le amnesie non sono ammissibili: non si può minimizzare il fenomeno. Ogni alimento inquinato da amianto è pericoloso per la salute e non si può affermare il contrario, seppure in buona fede, solo per non dare dispiaceri a chi gestisce le reti idriche o ai produttori russi, cinesi e canadesi di cemento/amianto. Noi dell’Associazione esposti amianto diciamo basta a questi atteggiamenti”. Il tema è di quelli spinosi: come può una sostanza definita cancerogena essere pericolosa soltanto se inalata? Corrisponde al vero che l’ingestione non comporta rischi? Parrebbe un assurdo: “non è vero che l’ingestione non arreca danni, vi sono studi che hanno dimostrato una maggiore incidenza di carcinomi del tratto gastrointestinale e delle vie biliari nei consumatori di acqua con tracce di amianto”, prosegue Totire. “Gli operatori dell’Ausl di Modena non hanno letto nulla di tutto ciò? Prima di fare certe affermazione occorre documentarsi su studi e ricerche. Minimizzando o negando i rischi non si va da nessuna parte”. L’acqua del sindaco, lo sappiamo, viene dispensata nelle mense degli asili e delle scuole ed è regolarmente bevuta da moltissimi carpigiani che, malgrado la notizia della contaminazione da amianto, continuano regolarmente a recarsi nella Casa dell’acqua del Foro Boario, dove, soprattutto al sabato mattina, si registrano le consuete file di persone, bottiglie vuote alla mano, in attesa del proprio turno. Quanto dobbiamo essere preoccupati? E’ consigliabile continuare a bere l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti? “Un’acqua con tracce di fibre di amianto non solo comporta un rischio qualora venga bevuta ma è anche causa di inquinamento indoor. Una casalinga che lava i pavimenti con quell’acqua, sparge fibre che restano all’interno delle mura domestiche e nell’aria. Lo ripeto, l’acqua per essere considerata potabile dev’essere indenne da tracce di amianto, seppur piccole. Questa è una posizione inoppugnabile per la sua fondatezza scientifica. Chi afferma il contrario, sbaglia. Cosa faranno domani per tranquillizzarci ci diranno che essendo una fibra è utile a prevenire la stipsi? Davvero a Carpi gli amministratori credono che una poppata di quest’acqua non faccia male a un neonato? Occorre adottare – in tutto il mondo – delle strategie che vadano verso l’azzeramento dell’impiego dell’amianto in ambito idropotabile e chiediamo una bonifica immediata per prevenire l’impatto sanitario inevitabile causato dalle tubazioni in eternit”, continua il dottor Totire. A Carpi vi sono ancora 216 chilometri di rete idrica realizzata in cemento/amianto. Per sostituire le tubazioni, ha sottolineato il presidente di Aimag, Mirco Artletti, “occorrono circa 60 milioni di euro. Nemmeno se vincessimo al Super Enalotto potremmo permettercelo e, inoltre, tale intervento prevede tempi lunghissimi e non risolutivi nell’immediato per dimensionare o azzerare la presenza di fibre di amianto nell’acqua”. Il costo della bonifica è già stato quantificato, prosegue Vito Totire, “ora quei soldi devono essere trovati per garantire la piena sicurezza della rete ed eliminare ogni traccia di amianto”. Senza se e senza ma. “L’Aea in relazione agli attuali livelli di conoscenza scientifica sui danni causati alla salute dalla inalazione di fibre di amianto, sostiene che non esiste alcun livello minimo di soglia al di sotto del quale vi sia sicurezza, quindi la massima concentrazione accettabile di fibre deve essere zero”. 
Jessica Bianchi

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