Alla scoperta del Mondo Piccolo

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Due lettere e null’altro. Non c’è articolo per il grande fiume. Solo le temute e reverenziali “P” e “o” per descrivere un mondo. Surreale. Sospeso. Acquatico. Così lo tratteggiava Giovannino Guareschi: “Poi, arrivati sull’argine grande, ecco il fiume vasto, deserto, imponente e silenzioso, e più che un fiume pare il cimitero delle acque morte”. E dunque Don Camillo “si spogliò ripiegando accuratamente gli indumenti e facendone un involto che nascose tra il frascame di un alberello e, quando si trovò in mutande, andò a buttarsi nell’acqua”. Davvero altri tempi, con le chiare acque ridotte a eco lontana per poeti e nostalgici. Ma “quella fettaccia di terra che sta tra il Po e l’Appennino” per dirla alla Guareschi, continua a esercitare un fascino indiscusso. Ed è stato proprio alla scoperta del “Mondo Piccolo” di Don Camillo e Peppone che, domenica 23 giugno, un nutrito gruppo di carpigiani si è messo in viaggio per una piacevole gita fuori porta, sulle sponde del Po. A organizzare la gita, i membri dell’associazione culturale carpigiana Civitas Padus che, unitamente ad alcuni amici e simpatizzanti, sono partiti dal porto fluviale di Boretto per una gita sul Po con la motonave Padus. “L’obiettivo del nostro sodalizio – spiega il segretario di Civitas Padus, Massimo Losi – è quello di diffondere la cultura storica e ambientale del nostro territorio, promuovendone la riscoperta, la conservazione e la tutela. Un modo per riscoprire i valori identitari della “civiltà del Po”, le cui radici affondano in una terra sempre più martoriata e troppo spesso dimenticata. La gita di domenica 23 va proprio in questa direzione. In una quarantina abbiamo percorso il tratto del grande fiume che ha ispirato Guareschi per la saga di Don Camillo e Peppone. Luogo che ha ospitato anche il pittore Antonio Ligabue e ha portato Cesare Zavattini a scrivere …come è grande il Po. Chi s’incontra là, abbassa, senza accorgersene, la voce, e riconosce, con un’ombra di malinconia, che siamo davvero uguali. Ci siamo poi diretti verso la lanca degli internati, laguna molto interessante dal punto di vista naturalistico per la presenza di alberi e arbusti autoctoni e per la sua ricca fauna selvatica. Abbiamo quindi fatto ritorno a Boretto accompagnati dai tanti aneddoti del simpatico capitano della nave”.

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