Galvanize: un’estate nel segno dell’arte

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La galleria Dark Room Silmar galvanizza l’estate con una collettiva varia e stimolante destinata a tenere alta, dal 5 luglio al 31 agosto, (vernissage venerdì 5 luglio con aperitivo dalle 18.30 alla presenza degli artisti) l’attenzione su questa nuova e brillante realtà espositiva che sta continuando a sorprendere per originalità e stile delle proprie proposte dettando una nuova tendenza. Gli artisti selezionati hanno linguaggi molto diversi e forti personalità. Lucia Conversi (Parma, 1980) propone una serie di opere intitolata Pieghe, un riferimento a quelle imperfezioni che movimentano il tessuto liscio e ben steso, alle anomalie, un concetto al quale la Conversi ha sempre guardato con grande interesse. Lei stessa scrive: “le mie “pieghe” sono la goffaggine che ci allontana così tanto dall’idea che abbiamo di noi, o di quello che vorremmo essere o diventare. Ma al tempo stesso sono anche l’unica cosa che valga la pena di vedere. Le pieghe dei vestiti che indossiamo allora sono giudizi lapidari sulla nostra capacità di essere civili; durante le risse, i vestiti che ci siamo cuciti così precisamente addosso, precisi all’ideale di noi, tirano da tutte le parti, si strappano e ci scoprono”.
Massimo Lagrotteria (Carpi, 1972) mette al centro del suo lavoro la figura, studiandone con cura gli equilibri non solo formali e compositivi ma anche interiori, con tutti i loro risvolti psicologici. Lagrotteria dipinge a olio, con una inesauribile ricerca sui supporti che vanno dalla tela, al cartone passando per vari metalli più o meno ossidati. Ogni supporto fa vibrare diversamente il suo olio come ogni contesto va vibrare in modi diverso ogni individuo.
Federica Poletti (Modena, 1980) affronta una profonda analisi sulla percezione del mondo e su come questa muta con il tempo, su come il tempo graffi lo specchio della mente, su come il mondo, entrando nell’io, apporti e sottragga lasciando cicatrici e saggezza. La ricerca di Poletti si muove su più livelli nutrendosi ampiamente di poesia. Questa serie deve molto a Edgar Lee Masters e alla sua Ernest Hyde.
Emiliano Zanichelli (Correggio, 1978) propone due serie fotografiche che hanno in comune il fuoco. La prima, Ritratti presenta soggetti che emergono dal buio con una striscia infuocata che copre loro gli occhi: una interessante e intensa ricerca sul ruolo dello sguardo nella fotografia e nei rapporti umani. La seconda, Assenze è composta da interni in penombra illuminati solo da fiammelle sospese come fuochi fatui che sottolineano un’assenza: la mancanza di qualcuno che non è qui ma il cui ricordo è vivo e bruciante
La mostra è resa possibile anche grazie ai preziosi contributi di Azienda Agricola Terre Vive e al patrocinio del Comune di Carpi e dei Lions.

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