Chi si prenderà cura del grande vecchio?

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“Gradevole, piacevole e funzionale”. Tranquilli, non è un annuncio di compravendita. La terna di aggettivi – che ha scatenato l’ilarità di alcuni Ultras del Carpi – sarebbe stata pronunciata, come riportato dall’assessore a Sport e Benessere del Comune di Carpi, C. Alberto D’Addese, da Carlo Longhi, delegato della Federazione Italiana Gioco Calcio, in riferimento al nostro “grande vecchio”, lo Stadio Cabassi.
Venerdì 21 giugno, Longhi ha compiuto un sopralluogo presso l’impianto cittadino per verificare se esistono le condizioni stabilite dalla Federazione per la disputa del campionato di Serie B da parte del Carpi Fc 1909 nello stadio di casa. Il Cabassi non ha superato pienamente l’esame, in quanto trovato mancante soprattutto in riferimento alla separazione degli ingressi dei tifosi ospiti da quelli locali. Oltre all’installazione dei tornelli per regolare i flussi di pubblico e aumentare la sicurezza, è stato raccomandato un maquillage degli spogliatoi. E sono stati imposti interventi aggiuntivi relativamente al controllo di videosorveglianza e alle postazioni per le riprese televisive. Non sono stati invece sollevati problemi circa la capienza: tanto i posti riservati ai tifosi ospiti, quanto il totale, rientrano nei numeri ammissibili. La Figc concederà perciò la deroga anche senza ampliamento.
Ora il rebus è: chi si farà carico dei lavori di adeguamento del Cabassi per garantire alla squadra biancorossa di potervi giocare? Due i nodi: 1. Tempi. La clessidra corre, il campionato comincia tra meno di 60 giorni. Se interviene il Comune, ogni procedura inevitabilmente si allunga. Se, viceversa, la società si arroga la responsabilità, può accelerare immediatamente per assegnazioni dirette smarcandosi dai colli di bottiglia burocratici.
2. Costi. Le spese preventivate oscillano intorno agli 800mila euro. Tutti maledetti e subito. Un onere decisamente irragionevole e inopportuno per l’Amministrazione. Soprattutto a fronte del milione e mezzo appena sborsato per ottemperare alle normative della Prima Divisione Lega Pro: “una ristrutturazione che si è comunque rivelata provvidenziale – spiega D’Addese – e che oggi ci ha consegnato uno stadio rinnovato che ci permette di dialogare con la società in vista di un campionato professionistico di livello superiore”. La spesa, dunque, finisce tutta nel portafoglio del Carpi Fc 1909? “La tendenza attuale – chiosa l’assessore D’Addese – è quella di dare in gestione gli stadi alle società affinché se ne facciano carico. E questa è la soluzione che auspichiamo maggiormente. Al momento è in corso una trattativa con la società di via Marx, nella quale stiamo ridiscutendo i termini della convenzione”.
Nella giornata di lunedì 24, sono state definite le basi del negoziato. Questi i termini dell’accordo in via di ratifica.
Per i prossimi 10 anni, l’usufrutto, la manutenzione e la gestione complessiva dello stadio Cabassi sarà del Carpi Fc 1909. Che dunque non compra l’immobile, ma altresì smette di esserne semplice affittuario. Lo rileva in una sorta di comodato d’uso, che gli permette di intervenire in prima persona.
Il Comune rimane proprietario dell’impianto e verserà un contributo di sostegno alla società per le spese ordinarie, convenzionato nell’ordine dei 60mila euro annui (circa il 25% della cifra attuale).
Il Carpi Fc avvierà subito i lavori di adeguamento strutturale. Potrà assegnarli secondo trattativa privata, e coprirli attraverso l’istituto del credito sportivo (sostanzialmente accenderà un mutuo finanziario con il Coni, su base decennale).
L’obiettivo è il taglio del nastro entro il 23 agosto. Per la prima, storica partita in Serie B della nostra città.
Jessica Bianchi ed Enrico Gualtieri

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