Non c’è pace per l’Emilia terremotata

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Non c’è pace per l’Emilia terremotata. Numerosi, lo ricorderete, i professionisti e gli imprenditori carpigiani che, nelle scorse settimane, si erano visti recapitare dall’Agenzia delle Entrate sanzioni e interessi per l’Irap non pagata entro la scadenza del luglio 2012, malgrado i decreti emanati dal Ministero delle Finanze dopo il sisma, prevedessero che i Comuni dell’area del cratere godessero della sospensione degli adempimenti tributari fino al 30 novembre 2012.
Mentre le cartelle esattoriali impazzite continuavano a fioccare, la voce e la rabbia dei cittadini che avevano diritto a godere della sospensione si è levata con forza, tanto che, l’Agenzia delle Entrate, in data 10 maggio, si è “affrettata” a emettere una nota, nella quale comunicava la “sospensione delle comunicazioni di irregolarità sull’Irap inviate ai residenti nei territori del cratere”. Uno stop che consentirà all’Agenzia di “effettuare una dettagliata ricognizione, che sarà presto avviata, per verificare quali siano i soggetti che avevano diritto alla sospensione dei versamenti e nei cui confronti si procederà all’annullamento d’ufficio. L’esito di tale ricognizione sarà comunicato a tutti i contribuenti interessati senza necessità di doversi recare presso le strutture territoriali dell’Agenzia”. Il pasticciaccio sarebbe nato, si giustifica l’Ente, “in ragione dei recenti interventi normativi a favore dei soggetti colpiti dal sisma di maggio 2012 e dal riscontro di numerosi errori formali nelle loro dichiarazioni Irap che non hanno consentito una corretta individuazione dei contribuenti che avevano diritto alla sospensione dei versamenti dovuti fino al 30 novembre 2012”. La faccenda comunque, pare non essere destinata a chiudersi tanto facilmente. Una data infatti ha catturato la nostra attenzione: 30 novembre 2012. L’Agenzia, probabilmente, ha dimenticato che per i contribuenti che hanno beneficiato del periodo di sospensione (appunto fino al 30 novembre 2012), i versamenti sono però ripresi il 17 dicembre. Un periodo finestra al quale l’agenzia non fa alcun riferimento. Ciò significa, con ogni probabilità, che, d’ufficio, non avendo tenuto conto di questi ulteriori 17 giorni di proroga, partiranno altre cartelle esattoriali di recupero crediti. Della serie: Errare humanum est, perseverare diabolicum…
J.B.

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