Metti una sera in centro…

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Sabato 11 maggio, in centro, a Carpi, non mancava proprio nessuno. Tutti – carpigiani e non – hanno risposto presente all’invito lanciato dagli entusiasti commercianti del cuore cittadino, unitamente a ConCarpi, in occasione della coloratissima Carpi c’è: festa in centro. Sembrava quasi impossibile poter bissare lo straordinario successo della manifestazione dell’8 settembre scorso, coincisa con la riapertura del centro dopo il sisma di maggio e, invece, le oltre 200 iniziative organizzate sin dal pomeriggio e proseguite poi fino alle 2 del mattino, hanno letteralmente segnato il tutto esaurito. Concerti, dj set, arte, degustazioni, baskers, giochi a premi, animazione, spettacoli, performance di danza, bancarelle, negozi aperti in notturna… ogni angolo ha preso vita. Mai visto i corsi e i portici tanto gremiti di gente. Grandi e piccini. Sì perchè la bellezza di Carpi c’è sta proprio nella sua capacità di riunire le famiglie, offrendo loro la possibilità di svagarsi e divertirsi insieme. Piazza Martiri, per una notte, si è trasformata in una spettacolare discoteca sotto le stelle: “magari fosse sempre così”, hanno commentato Sonia e Carlotta, due sedicenni, tra un passo di danza e l’altro. Refrain che, nel corso della notte, si è rincorso sulle labbra di molti. Giovani e meno giovani. “Sembra di essere in Riviera. Ogni due metri c’è un intrattenimento diverso. Ogni locale propone la sua offerta e noi amici stiamo facendo la spola da Piazza Martiri a Piazza Garibaldi. E’ bello vedere Carpi così vivace. Di solito in centro non c’è mai niente per cui valga la pena venire”, ha commentato Matteo. Alle due, le strade del centro sono ancora animate, malgrado molti stiano ritornando a casa, a piedi o in sella alle proprie biciclette. In mezzo al biscione colorato di gente scorgo ancora qualche attempata coppietta: “dormire stasera era impossibile – mi dice il marito – quindi abbiamo deciso di scendere a mangiare un gelato e fare una passeggiata. Mia moglie dice che il volume è troppo alto ma cosa vuole, io sono un po’ sordo. Mi è andata bene”. E ride. Chi l’ha detto che i vecchini non hanno senso dell’umorismo? Alla prossima puntata allora, per quel che sappiamo già essere diventato uno degli appuntamenti più attesi della nostra città.
J.B.

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