La musica che vince la paura

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Del sisma che dalmaggio scorso ha cambiato per sempre la vita di tutti gli abitanti della Bassa modenese e non solo, il rumore della terra che trema, degli edifici che crollano e delle sirene che ululano non sarà, fortunatamente, l’unica colonna sonora che non ci dimenticheremo. Già, perché proprio di colonna sonora è giusto parlare, specialmente nel caso del terremoto dell’Emilia: il mondo della musica si è infatti mobilitato come mai prima, spendendosi in iniziative di raccolta fondi, campagne di sensibilizzazione o, più semplicemente, per dare conforto e far sì che le note coprissero, almeno per qualche istante, il rumore della paura. Frack-ing è il secondo lavoro in studio per i Whole Tone Trio, gruppo composto da Elia Garutti alla chitarra elettrica, Francesco Zucchi al basso elettrico e Federico Bocchi alla batteria. I tre giovani musicisti, già affermati e conosciuti nella Bassa, fondono nelle loro composizioni strumentali diversi stili: il jazz, il funky e il rock, dando così vita a qualcosa di nuovo e unico nel suo genere. Frack-ing è, per i Whole Tone, la seconda esperienza in studio. Il loro primo lavoro, Taxi EP, presentato all’inizio del 2012, gli era valso un gran numero di date in tutta l’Emilia Romagna e in Lombardia. Ora, a un anno esatto dal sisma emiliano, la genuina quanto raffinata band ha voluto dedicare l’album agli eventi che hanno coinvolto e sconvolto la loro terra, alla quale questo enigmatico quanto spiazzante titolo a doppio senso è strettamente legato: “Con spirito ironico – spiega Francesco Zucchi – lieve e allo stesso tempo serio, descrive in un’unica parola il periodo del post-sisma che ha segnato profondamente questo territorio: le polemiche legate all’intenso sfruttamento del sottosuolo – il termine ‘fracking’ indica, infatti, una tecnica di fratturazione idraulica utilizzata in alcune formazioni rocciose per lo sfruttamento degli idrocarburi – le controverse polemiche sui pozzi di petrolio, depositi-gas, Cispadana, il panico e la ricerca di un capro espiatorio a cui accollare la colpa della tragedia”. E poi, con la levità e la spensieratezza che li contraddistingue, li ritroviamo a prendersi in giro proprio in prima fila, “infrackettati” sulla pagina di copertina. Morale della storia: non c’è mai fine all’inventiva e all’arte, che si nutre di tutto, proprio di tutto. Del terremoto come delle dita di questi artisti che nemmeno sotto le tende da campeggio che li riparavano malamente dal sole cocente dell’estate padana hanno smesso di suonare. L’album, registrato tra 2012 e i primi mesi del 2013 a Mirandola presso Emna Studio di Mauro Testi, contiene 9 tracce e vede anche la partecipazione di alcuni musicisti di fama nazionale e internazionale, tra cui Gianni Vancini (Tozzi, Mingardi), Alex Stornello (presidente MMI Italia), Franco Capiluppi (direttore Mantova Band Studio, Mauro Negri, Tullio De Piscopo). Tutti, tra l’altro, conterranei dei Whole Tone Trio. “Come a volerci proiettare – chiosa Francesco – dall’infinitamente piccolo della loro terra e della loro storia lassù, nell’universale, dove la musica è destinata a vivere e restare”.
Marcello Marchesini

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