Unite da ago e filo

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Una volta c’era la soglia di casa, dove le signore del vicinato si portavano la seggiola e chiacchieravano ricamando e “sferruzzando”. Oggi, sono mutati i tempi, i luoghi di ritrovo, le persone, ma non è cambiata la voglia di stare insieme e di condividere una passione tutta femminile, quella dell’uncinetto. Ecco allora che nascono i Knit Cafè, luoghi di incontro dove si lavora a maglia, uncinetto e ricamo, ma soprattutto dove si coltivano vecchie amicizie e se ne trovano di nuove.
“L’idea di creare il primo Knit Cafè made in Carpi – ha raccontato Enrica Arletti, ideatrice e promotrice del progetto – è nata nel settembre del 2011, quando ho ricevuto l’invito su Facebook a partecipare a un evento di Knit Cafè in un locale di Modena. Subito incuriosita, ho coinvolto la mia amica Lorella Sassi nell’iniziativa, e ci siamo recate sul luogo per vedere dal vivo di cosa si trattasse. Siamo rimaste talmente colpite dall’atmosfera di relax e divertimento che regnava nel gruppo di amanti dell’uncinetto, che abbiamo deciso di trasferire l’idea anche a Carpi, creando il nostro Knit Cafè, e una pagina Facebook dedicata”. E così dal 6 marzo del 2012 è nato a Carpi il primo Knit Club, un gruppo di amiche che si ritrova ogni settimana per lavorare ai ferri, all’uncinetto, ricamare, o più semplicemente stare in compagnia. Un appuntamento aperto a donne di ogni età che si rinnova ogni martedì sera dalle 20,30 alle 22,30 al Bar Sport Brasserie al civico 47 di via Ugo da Carpi, grazie alla disponibilità offerta dal titolare Danilo. “Si tratta di un momento speciale per intrecciare, simbolicamente e non solo, esperienze personali, aneddoti ed emozioni – ha proseguito Bianca Betti – inoltre, in questo periodo di crisi economica, stanno riprendendo piede le abitudini delle nostre mamme e nonne, che ci insegnavano a non gettare nulla, ma a riutilizzare vecchi tessuti abbandonati nel fondo dei cassetti, e ridar loro nuova vita. Ecco allora che grazie alle abilità manuali nascono centrini, presine, maglioni, e calzini colorati. Un altro effetto della crisi è proprio il ritorno ai lavori manuali, spesso ingiustamente bistrattati negli anni precedenti. Invece, non c’è niente di più bello e gratificante di creare qualcosa con le proprie mani e la propria fantasia”.
“Recuperiamo anche le rocche di lana e altro filato dismesse dalle aziende – ha precisato Lorella – e poi le condividiamo, mettendo il materiale a disposizione di tutte le componenti del gruppo. Poi, quando veniamo a conoscenza di iniziativa di raccolta fondi a scopo benefico, regaliamo con grande gioia alcune delle nostre creazioni. La nostra attività non ha assolutamente fini di lucro. I nostri lavori li teniamo per noi, oppure li doniamo ad amici e conoscenti, o ancora li offriamo in beneficenza”.
“Credo che ritagliarsi uno spazio di tempo tutto per sé nell’arco della settimana – ha aggiunto Simonetta Lugli – per dedicarsi alle proprie passioni, per ritrovarsi con le amiche, e conoscerne di nuove, per scambiarsi idee ed esperienze, sia davvero importante, quasi terapeutico. E se la nuova partecipante non ha mai maneggiato ago e ferri, non c’è nessun problema. Ci siamo noi pronte ad insegnarle e farle muovere le prime mosse, svelandole tutti i trucchi e i segreti del tricotage”.
“Pertanto, signore e signorine – hanno infine intonato Bianca, Enrica, Lorella e Simonetta – siete tutte invitate a unirvi alle amiche dell’uncinetto del Bar Sport, dove sarete accolte da allegria e serenità, e dove potrete divertirvi a intrecciare lana, allontanando lo stress, al ritmo di ferri e risate”.
Chiara Sorrentino

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