Cent’anni di ricordi

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Oggi, che ha cento anni e il peso di tutti i ricordi e le esperienze che solo una centenaria può avere, continua a mantenere salde le redini della casa e non manca di “dare dritte” alle nipoti. Classe 1913, Zora Ferrari è stata festeggiata dalla sua famiglia, domenica 3 marzo, ma è un dovere per noi ricordare chi arriva a questo straordinario risultato perché gli anziani devono essere considerati una risorsa: la loro saggezza e la loro esperienza rappresentano un patrimonio da cui attingere costantemente. Ecco perché abbiamo deciso di rendere omaggio a Zora che spegne le cento candeline. Dalla redazione di Tempo i migliori auguri!

Classe 1913, nativa di Soliera, ma residente a Carpi dall’ infanzia, Zora Ferrari in Vecchi ha vissuto con coraggio e positività ogni stagione della sua lunga vita, come tante donne del suo tempo. Ultima di otto figli e orfana di padre ancora bambina, Zora è cresciuta facendo tanti sacrifici, tra le mille difficoltà della vita di quel periodo, sostenuta da una famiglia unita e da forti modelli femminili di riferimento (la nonna Teresa Raimondi e la mamma Cleonice Gasparini).
Spesso ha raccontato di quando, già a 6 anni, andando a scuola a piedi, portava con la carriola a cuocere il pane al forno che ritirava poi al ritorno, percorrendo diversi chilometri. Questo era il suo compito essendo la più piccola, quando gli altri fratelli erano già impegnati nel lavoro.
In giovanissima età ha iniziato a lavorare il truciolo, prima presso la ditta Menotti poi da Ascari. Intorno ai vent’anni ha lavorato come impiegata presso la ditta Ferrari Trasporti, del fratello Avelardo. Dopo essersi sposata, a trent’anni, ha avuto quattro figli ed è rimasta presto vedova.
Avendo la macchina da cucire, ha lavorato in casa, rendendosi utile fin oltre gli 80 anni.
La sua vita è stata dedicata sempre alla famiglia, molto legata alle sorelle e ai quattro figli: Ruggero, Gloria, Milena e Fabiana. Ha riservato lo stesso affetto e la stessa dedizione anche ai numerosi nipoti che la ricambiano con la stessa intensità.
Durante il cammino di questa lunga vita, Zora è sempre stata sostenuta da una grande fede in cui ha trovato conforto durante i momenti di maggior difficoltà.
Grazie alla sua forza d’animo e allo sguardo rivolto sempre al domani, nonna Zora è giunta al XXI secolo con lucidità, adattandosi ai cambiamenti, anche tecnologici, di questi tempi. Abitualmente, infatti, per comunicare con una nipote lontana utilizza Skype.
I segreti della sua longevità sono da ricercare anche nella semplice e buona alimentazione. E’ cresciuta a fianco di una nonna dell’Ottocento e da lei ha appreso i segreti di una cucina semplice, varia e saporita basata sull’uso delle verdure e tipica della nostra tradizione locale. Indimenticabili le sue tagliatelle verdi, i tortelli di zucca, i maltagliati coi fagioli, gli gnocchi di patate, le “riccione saltate” col lardo e l’aceto e la peperonata. Le altre passioni che ha coltivato e mantenuto durante tutti questi anni sono state sia la cura e l’amore per i fiori – le piante grasse, in particolare che ha sempre seguito con molta dedizione – che il lavoro all’uncinetto e il cucito.
Questi ultimi anni li ha vissuti anche nell’attesa di veder arrivare e crescere i suoi pronipoti e, in occasione del suo centenario, aspetta l’arrivo di un altro nipotino…
Per festeggiare i 100 anni di Zora, domenica 3 marzo, nella splendida cornice della Locanda Andrea, alle porte di Carpi, si sono riuniti intorno a lei, i 4 figli, i 12 nipoti e rispettivi pronipoti, uniti ai numerosi amici e conoscenti che hanno voluto omaggiarla con gioia e calorosa partecipazione. A festeggiarla erano anche presenti il sindaco Enrico Campedelli che le ha consegnato un omaggio floreale e le ha portato gli auguri della città di Carpi, la professoressa Maria Cristina Verrini Notari, presidente dell’Università della Terza Età Mario Gasparini Casari e il professor Pietro Marmiroli. E’ stata per tutti una bellissima festa.

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