Grazie prof… ci mancherà

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Occhi che ridevano. Azzurri. Materni. Quando sorrideva, Maria si illuminava. Ed è proprio quel sorriso che più ci mancherà. Insieme e Maria Capone sono cresciute generazioni di studenti del Leonardo Da Vinci e la terribile notizia della sua morte ha lasciato tutti sgomenti. Quello che lascia è un vuoto incolmabile non solo nell’istituto che dirigeva da pochi mesi ma nel cuore di ciascuno di noi. Era una donna autorevole, che chiedeva il massimo ai “suoi” ragazzi. Giusta e severa era però sempre pronta all’ascolto, alla relazione, al dialogo. Il suo piglio deciso si scioglieva quando uno studente le chiedeva aiuto ed era proprio questa sua capacità relazionale a renderla una persona speciale. Quando la telefonata di un’amica mi ha avvertita del tragico incidente stradale che l’aveva uccisa, un’ondata di ricordi mi ha travolto. I lunghi corridoi del Da Vinci hanno nuovamente fatto capolino nella mia memoria e le parole di Maria hanno cominciato a riecheggiare nelle mie orecchie: “puoi fare di più Jessica. Smettila di leggere romanzi e fai gli esercizi che ti assegno”. Ricordi adolescenziali dal sapore dolceamaro. E poi, grazie alla mia professione, ho ripensato al ritrovato legame con quella donna, sempre rispettosa, entusiasta e orgogliosa delle conquiste dei suoi ragazzi. Era una persona perbene Maria e ci mancherà. A me come ai suoi collaboratori e a tutti gli studenti che oggi popolano il Da Vinci. Ragazzi che hanno speso parole commosse e dense d’amore per quella preside prematuramente strappata alla vita e ai suoi figli, miracolosamente scampati alla morte su quel maledetto tratto dell’A22. Lunedì 4 marzo nella palestra del Leonardo Da Vinci si è tenuto un momento commemorativo in memoria della preside. Uno spazio di riflessione e raccoglimento durante il quale i due docenti di religione dell’istituto don Antonio Dotti ed Ernesto Giocolano hanno ricordato Maria e la sua umanità. Un abbraccio collettivo, per “ricordarla e sentirla viva”, ha detto con voce rotta don Antonio. “Il sorriso di Maria lasciava trasparire la serenità raggiunta grazie all’amore che nutriva per la sua famiglia e la passione per l’insegnamento. La forza del suo sorriso resterà con noi”. I quattro rappresentanti di istituto, Riccardo Petini, Lorenzo Ferrari, Gabriele Costanzo e Riccardo Arletti, dopo aver letto i primi dodici articoli della Costituzione – “perchè la nostra preside credeva in questi articoli” – hanno dato voce alle parole dei loro compagni. Classe dopo classe, Maria ha ripreso vita attraverso le delicate parole di questi giovani, capaci di slanci straordinari e di una rara empatia, soprattutto nei confronti di chi, col cuore rotto, rimane, ovvero il marito della preside, il docente di matematica dell’Itis Giorgio Goldoni, e i due figli Paolo e Lorena. “Al professor Giorgio ci penseremo noi”, assicurano i ragazzi della 4A Informatica. E, ancora, dalla classe 3A Informatica: “noi abbiamo perso un’insegnante e la nostra preside, ma non possiamo neanche lontanamente immaginare cosa significhi per Lei questa perdita. Speriamo che decida di tornare presto con le sue lezioni intelligenti e ricche di spirito, che regalano sempre un sorriso sia a noi che a Lei”. Particolarmente toccante il contributo della 2A Chimica, “cara Preside, la ricordiamo mentre ci ha augurato buon inizio di anno scolastico, i primi giorni di scuola, mentre ci rimproverava nei corridoi, perché facevamo confusione, mentre ha stretto il braccio a uno di noi durante una scossa di terremoto, per fargli coraggio, mentre dimostrava di essere fiera della nostra scuola, incoraggiando le esperienze nei laboratori, mentre si prodigava per migliorare il nostro istituto, mentre era disponibile ad ascoltare i nostri problemi, dandoci consigli per risolverli, mentre girava per i corridoi e ci salutava, ricordando i nostri nomi, mentre ci guardava con i suoi fieri occhi azzurri e ci sorrideva. La ringraziamo per tutto il lavoro svolto per il nostro istituto e soprattutto per noi ragazzi, dimostrandoci che ci voleva bene”. Il garbo, il rigore e l’umanità di Maria, traspaiono da tutte le testimonianze dei ragazzi. “Maria cercava in modo instancabile una sola cosa: il nostro bene, il bene di ogni suo singolo studente. Lei era come una grande spina che difende la sua rosa; senza di lei questa rosa è perduta, si nasconde nell’oscurità perché ha paura e ha freddo. Lei aveva ancora tanti obiettivi e traguardi da raggiungere, era una persona forte, solare, contagiosa; era come un raggio di sole nel cielo nuvoloso che illumina la via da percorrere”, scrivono gli studenti della 4A Informatica. “Con lei perdiamo uno dei tasselli più importanti di questo istituto, il cui mosaico rimarrà incompleto per sempre”, aggiunge la 4A Meccanica, mentre la 4B Meccanica scrive: “in un avvenimento così triste lei ci ha insegnato un’ultima cosa, ovvero quella di essere più consapevoli, di amare e stare vicini alla nostra famiglia e di ringraziare per ogni singolo istante della nostra vita”. L’immagine di Maria Capone rimarrà indelebile nella nostra mente e nel nostro cuore: “i segni del suo lavoro rimarranno come un’impronta; la sua memoria sarà nelle nostre menti come una persona disponibile e capace, autorevole ma non autoritaria, in grado di fondere la parte tecnica del suo lavoro con un’umanità fuori dal comune”, scrive la 4A Fase. Umana e comprensiva, madre e insegnante, rigorosa e decisionista, organizzata e dedita al lavoro… ma, soprattutto, una donna. Una donna capace di coniugare lavoro e famiglia, con passione, impegno e dedizione. Abbiamo perso un grande tesoro al quale però vogliamo continuare a pensare con lo stesso sorriso aperto e brillante che solo lei sapeva donare. Grazie prof…
ci mancherà!
Jessica Bianchi

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