Sotto questo sole… con la mia musica

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“Bisogna sempre mettersi in gioco e avendo intorno anche delle belle persone si può arrivare dove si vuole, perchè se ha funzionato per uno come me…”. Parola del cantante e conduttore televisivo carpigiano Paolo Belli, in occasione della presentazione del suo libro autobiografico: Sotto questo sole. Come mi è successo tutto quello che mi è successo, edito da Aliberti.
Sotto questo sole non è solo il libro della sua vita, ma è la storia di ogni uomo che quotidianamente combatte per ottenere quello che vuole, passando per il successo e l’insuccesso, cadendo in un baratro profondo per poi risalire, rinascere e continuare a combattere. Proprio come recita il ritornello della canzone che l’ha reso celebre in tutta Italia all’inizio degli Anni Novanta, e che ha scritto insieme a Enrico Prandi e Franceso Baccini: “sotto questo sole è bello pedalare sì, ma c’è da sudare”, per tentare di realizzare le proprie aspirazioni, c’è da impegnarsi e lavorare tanto. Correva l’anno 1984 quando Paolo Belli fondava il gruppo Ladri di Biciclette, in omaggio all’omonimo film di Vittorio De Sica, insieme al tastierista Enrico Prandi, e al sassofonista Andrea Gandolfi. Da allora, il cantautore carpigiano di strada ne ha fatta, sempre a ritmo di musica e simpatia, e cercando di superare le difficoltà con il sorriso, lo stesso sorriso con cui lo scorso 1° febbraio presso l’Auditorium della Biblioteca A. Loria, si è raccontato dialogando con il sindaco Enrico Campedelli, con Pierluigi Senatore, caporedattore di Radio Bruno e, soprattutto, con il pubblico presente in sala, che l’ha accolto con il consueto calore, perchè Paolo Belli è una di quelle persone che sa farsi voler bene, con la sua spontaneità e il suo altruismo, in nome del quale è spesso coinvolto in eventi di natura solidale, come l’ultimo In Goal per il Futuro con la Nazionale Cntanti a sostegno della sua Emilia segnata dal sisma dello scorso maggio.
Pagine colme di storie, persone e aneddoti. L’autobiografia di Paolo Belli è un pomeriggio al bar, una partita a Briscola in cui il lettore gioca in coppia con lui, mentre ascolta la storia di un personaggio che si ostina a rimanere persona. Seduti o in piedi, intorno al tavolo, ci sono molti amici e artisti che parlano, si intromettono, descrivono: entrano nella scrittura e ci si mettono in mezzo perché ne fanno parte nel modo migliore e le storie che ne scaturiscono sono molteplici. Dai Ladri di biciclette al Giro d’Italia; dalla Nazionale Cantanti all’inno della Juventus; dalle iniziative umanitarie all’adozione di suo figlio Vladik; dalla bomba alla stazione di Bologna all’amore trentennale per sua moglie; dai giri di valzer nelle balere a Ballando con le stelle; dalla vita di provincia alle tournée nel mondo. La presentazione del libro, con la prefazione di Gabriele Corsi del Trio Medusa e l’amichevole partecipazione, tra gli altri, di Milly Carlucci, Giorgio Panariello, Stefano Disegni, Enrico Ruggeri e Red Ronnie, è avvenuta nell’ambito della rassegna di incontri Ne vale la pena, incentrata sulla forza di volontà delle tante persone che continuano a impegnarsi per un progetto, a spendersi per un ideale, nonostante la crisi, le ingiustizie e le avversità. Per Paolo Belli ne vale sempre la pena, perchè i sogni bisogna cercare di realizzarli, come racconta: “ho studiato e lavorato tanto per arrivare a fare il musicista di professione e adesso, ogni volta che lo faccio, dico che è veramente un miracolo”. Oltre alla musica, le cose più importanti nella vita per Belli sono l’amore e l’amicizia. “Occuparsi degli altri arricchisce sul serio. Può sembrare strano ma è proprio così: più sei generoso e più ti arricchisci”.
Chiara Sorrentino

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