L’imprenditore che si è fatto da solo

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La storia dell’imprenditore carpigiano Maurizio Setti è una di quelle che fa sognare. Entrato nella moda dalla porta di servizio, senza una storia aziendale di famiglia alle spalle, come lui stesso ha più volte ribadito, oggi è l’amministratore delegato nonché presidente del nuovo fashion group Antress Industry Spa nato dalla fusione tra l’azienda carpigiana Antress Industry fondata nel 1989 e produttrice del marchio E-gò e Manila Grace Srl di Bologna, acquisita nel 2005. Un gruppo forte, creato con uno scopo preciso: schiacciare l’acceleratore sull’internazionalizzazione, valorizzando al contempo il saper fare tutto italiano dei marchi. Una strategia vincente anche per cercare di arginare gli effetti di una crisi economica che continua a mordere. E forte. Emblema del giusto mix di intraprendenza, entusiasmo e disponibilità a correre qualche rischio, Maurizio Setti, classe 1963, fa parte di quella generazione di imprenditori alla ricerca del successo non solo in ambito lavorativo ma anche sul campo verde degli stadi. Dopo la vicepresidenza del Bologna Fc infatti, Setti è oggi il patron del Verona Calcio. “Non è una novità che io sia una vittima dello sport e del calcio in particolare”, sorride. Ed è per l’amore che nutre verso la propria città e verso lo sport che Setti ha deciso di sostenere in prima persona In goal per il futuro, la partita che si disputerà il 1° novembre allo Stadio Cabassi. “Fare qualcosa per Carpi, offrendo il nostro supporto a un’iniziativa che coniuga sport e solidarietà, mi pare davvero il minimo che potessimo fare”. Setti ha così “vestito” il Teniamo Botta Team, squadra che si scontrerà con la Nazionale Cantanti: “i giocatori avranno magliette sponsorizzate Manila Grace”, spiega. “Il connubio sport e moda veicola un messaggio nel quale credo fortemente: lo stadio infatti, a mio parere, è un luogo nel quale le famiglie possono riunirsi. Passare del tempo insieme. Assistere a una partita di calcio non è una cosa da uomini bensì un’occasione di svago per tutta la famiglia, come andare al cinema”.
Ma quanto sono importanti, dopo le ferite lasciate dal sisma al nostro territorio, eventi di solidarietà come In goal per il futuro?
“Sono importanti certo, ma per far rinascere le nostre città occorre un intervento massiccio da parte di tutto il tessuto sociale, imprenditoriale – e non sempre i soliti noti – e delle istituzioni. Viviamo una situazione complessa da sbrogliare, per tale motivo occorre mettere in piedi iniziative durature, programmate. Che guardino al futuro e non solo di passaggio”.
Quali sono i problemi maggiori che state affrontando come imprenditori?
“I nostri tre capannoni di Fossoli, vicini alla zona epicentrale del sisma del 29 maggio, hanno riportato danni. Siamo rimasti chiusi per 15/20 giorni ma ora abbiamo ripreso a lavorare a pieno ritmo. Non potevo restare ad aspettare i tempi del Governo e della Regione per capire se avrei avuto diritto a dei rimborsi e in che misura, sono quindi andato avanti per la mia strada, rimettendo mano immediatamente ai capannoni che, oggi, rispettano pienamente la nuova normativa relativa alla sicurezza e al rafforzamento antisismico”.
Come giudica la misura del Governo la quale stabilisce che, entro il 16 dicembre, i datori di lavoro dovranno versare tutto ciò che è stato oggetto di sospensione da giugno a causa del terremoto, sia per le aziende che per i dipendenti?
“Sul fronte fiscale, le famiglie e le imprese, soprattutto quelle medio – piccole, devono poter contare su tempi di rientro superiori. Non si può richiedere loro di restituire tutto in una volta sola. Su 2.000 imprese cittadine, un decimo riuscirà a farsi carico di somme tanto importanti e rimettersi in pari. Pare che lo Stato abbia dimenticato la congiuntura economica disastrosa in cui versa il nostro Paese. Carpi aveva già poco smalto prima del terremoto, figuriamoci ora… Sono convinto che la nostra città soffrirà le conseguenze del sisma ancora per molto tempo”.
Jessica Bianchi

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