L’ipertiroidismo causa significative variazioni della grafia

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Si è svolto il 6 e 7 ottobre a Roma presso la Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura, sede dell’Istituto Superiore di Grafologia, il Convegno Nazionale di Aggiornamento Professionale e Responsabilizzazione dei Consulenti e dei Periti. Nel corso del meeting – organizzato e presieduto dal professor Alberto Bravo, docente di Grafologia Peritale e Investigativa presso l’Università di Urbino e consulente tecnico di fama nazionale – si sono tenute relazioni sui più attuali argomenti di grafologia forense da parte di relatori provenienti da tutta Italia. Particolarmente attesa è stata la presentazione dei risultati della ricerca scientifica coordinata dal professor Giampaolo Papi, endocrinologo dirigente medico dell’Ausl di Modena, in forze all’Ospedale Ramazzini di Carpi e dall’avvocato Cristina Botti (in foto), grafologo peritale presso il Tribunale di Modena, e condotta in collaborazione con Salvatore Corsello, professore associato dell’Università Cattolica di Roma. Approfondendo precedenti osservazioni di eminenti grafologi, attraverso un protocollo originale e rigoroso, lo studio ha dimostrato che in pazienti affetti da ipertiroidismo conclamato conseguente a malattia di Graves-Basedow (una patologia di origine autoimmune che colpisce la tiroide) si verificano significative variazioni rispetto alla normale grafia. Sotto l’aspetto peritale, tale scoperta riveste un’importanza cruciale, poiché il riscontro di variazioni grafiche in un soggetto con una condizione documentata di ipertiroidismo è da ritenersi nella norma e riferibile alla particolare malattia della quale il paziente soffre. L’impatto di tali risultati sul piano del Diritto Civile è del tutto evidente. Si pensi, solo per fare un esempio, a un paziente che faccia testamento olografo mentre è in condizioni di ipertiroidismo: qualcuno potrebbe impugnare il testamento pensando che si tratti di un falso, quando invece le variazioni rispetto alla sua consueta scrittura sono causate dall’eccesso di ormoni tiroidei in circolo. Nondimeno, alcune caratteristiche nella scrittura dei pazienti ipertiroidei possono indurre a sospettare la presenza della patologia e portare agli opportuni approfondimenti diagnostici.
Cristina Botti (in foto)

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