Bike fot Pets: una marcia per la vita

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L’adrenalina è alle stelle, dopo tanto lavoro, l’avventura sta finalmente per iniziare. Il progetto Bike fot Pets, vera e propria marcia per la vita su due ruote, è stato ideato da tre amici, uniti dalla passione per la bicicletta e dall’amore per gli animali. I tre sono il 49enne carpigiano Paolo Balestrazzi, il torinese Paolo Barbon e il pistoiese Cristiano Masi. Il loro obiettivo? Togliere il velo e squarciare la cortina di silenzio che si erge su due sanguinose piaghe della cultura spagnola: i massacri delle corride e delle perreras (canili), lager sovraffollati, sudici e dotati di forni crematori, di fatto anticamere di morte.
Dopo un incontro a Milano, il 4 agosto, nella cornice di Palazzo Isimbardi, per raccontare alla gente in cosa consiste questa maratona, lunga oltre 2mila chilometri, i tre partiranno da Torino, l’11 agosto.
“2.200 chilometri – ci racconta Paolo Balestrazzi – da Torino a Siviglia, per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica. Abbiamo già in programma varie tappe in Francia dove, insieme ad alcune organizzazioni animaliste del luogo, organizzeremo sit in di protesta contro corride e perreras. La Spagna per ora non si sta dimostrando sensibile alla nostra marcia ma noi non molliamo, nella speranza di portare più persone possibili a conoscenza di queste tristi realtà. Una volta giunti a destinazione poi, finalmente, potremo recuperare Hariett, il cane simbolo che abbiamo strappato da morte certa nella perrera di Sevilla”.
C’e’ chi, coltivando il sogno delle ferie per tutto l’anno, segna sul calendario i giorni e risparmia ogni spicciolo per godersi la propria meritata vacanza. C’e chi, invece, rincorre un sogno tutta la vita. Pedalare sotto il sole, con l’aria calda che taglia la faccia, con l’asfalto bollente che trasuda odore di catrame per cercare di sensibilizzare quante più persone possibile nei confronti della vergognosa realtà delle perreras spagnole e della tauromachia.
Sotto il sole di agosto Paolo Barbon, Cristiano Masi e Paolo Balestrazzi, pedaleranno attraverso Italia, Francia e Spagna, portando avanti il loro sogno di una società più evoluta, dove animali e umani hanno gli stessi diritti, purtroppo per ora è solo un sogno, il loro e il nostro. “Questa avventura – resa possibile anche grazie al contributo di Cicli Soprani, Asa e Vitamin Store – è nata per denunciare le carneficine legalizzate che, quotidianamente, si consumano in Spagna, – continua Paolo – un paese che, pur facendo parte della Comunità europea, non muove un dito per fermare le torture perpetrate nei confronti degli animali. Violenze che si consumano nel silenzio e nel disinteresse generali”. Ma come può considerarsi evoluta e civile una società che fa della brutalità sugli animali uno spettacolo di intrattenimento? Un interrogativo a cui i nostri tre ciclisti rispondono all’unisono: “dopo la nostra marcia, speriamo che molti acquisiscano una nuova sensibilità, all’insegna del rispetto verso gli animali e di condanna nei confronti di chi, al contrario, li mercifica, li sfrutta e li uccide senza alcuna pietà”.
Jessica Bianchi

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