Anagrafe in tilt

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Lo avevamo denunciato già lo scorso anno: in estate, l’Ufficio Anagrafe del Comune di Carpi va letteralmente in tilt. Gli utenti arrivano, si muniscono di biglietto e si siedono contemplando il tabellone elettronico in attesa del proprio turno. Turno che però, arriva solo dopo ore di attesa, nonostante le file risicate. Disservizio che si somma alla riduzione degli orari di apertura al pubblico: dalle 7,30 alle 13,30. Quest’anno però le cose si sono notevolmente aggravate e sono numerosi i carpigiani che hanno denunciato attese eterne e il numero insufficiente di operatori. Anche Akropolis, il nuovo software che raccoglie i dati anagrafici – attivo dal 1° gennaio e utilizzato anche dai Comuni di Modena e Soliera – ogni tanto fa le bizze e, inceppandosi, ritarda ulteriormente lo smaltimento delle code. Cosa sta succedendo? Lo abbiamo chiesto a Cinzia Caruso, assessore ai Servizi Demografici del Comune di Carpi. “Nei mesi di luglio e agosto, e in concomitanza con le ferie di alcuni operatori, abbiamo sempre rilevato un consistente aumento delle attività di sportello soprattutto per quanto riguarda il servizio Anagrafe. Dallo scorso anno poi, l’obbligo di redigere la carta di identità anche per i minori, ha ulteriormente appesantito l’attività dell’ufficio”. Anche il sisma pare aver fatto la sua parte, dando il colpo di grazia: “non neghiamo poi – continua Caruso – che il terremoto ha influito pesantemente sul lavoro dell’Anagrafe e dello Stato civile”. Carichi di lavoro – ordinari e straordinari – che hanno fatto collassare il servizio, cronicamente a corto di personale.
“La Giunta ha da tempo deliberato nei suoi atti di indirizzo, la necessità di potenziare la pianta organica in modo stabile ma, purtroppo, le norme che si sta stanno succedendo negli ultimi mesi – tra cui la spending review – relative ai limiti di assunzioni per gli Enti Locali e della spesa corrente riferita alla spesa del personale, hanno rallentato le procedure. Limiti davvero stringenti che, in caso di mancato rispetto, comportano pesanti sanzioni per i comuni”. A fronte di un numero di operatori insufficiente per una città di 70mila abitanti e dei continui tagli agli enti pubblici, il rischio è che il servizio continui a degenerare e non solo nel periodo estivo. “Al momento sono state inserite due unità in più per far fronte al massiccio carico di lavoro e tamponare l’emergenza e, a partire dal mese di settembre – rassicura l’assessore – introdurremo un’altra figura assunta a tempo determinato all’interno dei Servizi Demografici”. L’obiettivo sul medio e lungo periodo però è quello di una riorganizzazione totale, da parte del dirigente responsabile, Andrea Scappi, che preveda l’inserimento di nuovo personale e una diversa modalità di erogazione del servizio. Come spesso accade, i farraginosi tempi della pubblica amministrazione non collimano con quelli della cittadinanza: “da una settimana a questa parte – conclude l’assessore Cinzia Caruso – abbiamo spostato una persona dallo sportello per fare da filtro in sala di attesa. In questo modo cerchiamo di indirizzare gli utenti al servizio giusto, ottimizzando così i tempi di attesa. Valuteremo poi se rendere stabile tale figura e dare continuità a questa sperimentazione, per rendere il servizio maggiormente funzionale”.
La posizione della Giunta è molto chiara: il servizio reso alla cittadinanza dai Servizi Demografici è prioritario, ma allora perchè la necessità di riorganizzazione – che contemplerebbe, considerato il blocco delle assunzione, una maggiore mobilità interna – invocata da tempo dalla squadra Campedelli continua a cadere nel vuoto? Evidentemente il quadro dirigenziale, fino a questo momento, ha sottovalutato il carico di lavoro in capo all’Anagrafe. E, a rimetterci, sono – tanto per cambiare – i cittadini.
Jessica Bianchi

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