Un polo sanitario in Polisportiva

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Il Centro Prelievi dell’Ospedale di Carpi non tornerà nel seminterrato. Una posizione infausta la sua, che ha palesato, in pochi istanti, tutta la sua problematicità, durante i drammatici secondi della scossa delle 9, dello scorso 29 maggio. Momenti di panico puro. Mentre la terra tremava, infatti, operatori e cittadini erano incastrati là, sottoterra, assiepati lungo la scala per cercare di risalire, il prima possibile, alla luce del sole. Da giorni il Centro Prelievi, dopo essere stato allestito al piano terra della palazzina dell’ex Tenente Marchi, ha trovato ospitalità all’interno della Cappella dell’ospedale. Una risposta temporanea all’emergenza che esige di trovare in tempi brevi una collocazione ben più consona e adeguata. Da mesi, in tempi certamente non sospetti, circolavano voci di un suo potenziale trasferimento all’interno dei locali della Polisportiva Dorando Pietri che sta formalmente (gli atti si stanno approntando in questi giorni) per tornare nelle mani del Comune di Carpi. Fantasia o realtà? Rumors o voci attendibili? Lo abbiamo chiesto all’assessore Carmelo Alberto D’Addese.

Assessore nel momento in cui i locali della Polisportiva che oggi ospitano le forze di Polizia giunte sul nostro territorio per dare una mano dopo il sisma saranno liberati, avete già deciso come riempirli?
“In questo momento ogni decisione è rimandata. Ora ogni nostro sforzo è teso a gestire al meglio l’emergenza. Dopo di che potremo occuparci di altre questioni, tra cui la Polisportiva”.

L’ipotesi di creare un vero e proprio polo sanitario che ospiti il Centro Prelievi, la sede di Avis e, perchè no, la farmacia comunale, è una strada percorribile?
“Superata l’emergenza, considerato il consolidato rapporto di collaborazione tra Comune di Carpi e Ausl, valuteremo con attenzione questa possibilità. Certamente la polisportiva offrirebbe ampi spazi, una posizione strategica e facilmente fruibile dalla cittadinanza e garantirebbe al contempo un parcheggio spazioso. Ogni possibilità sarà quindi valutata con attenzione. Non nascondo comunque che questo progetto ci interessa”.

Non si sbilancia troppo D’Addese ma, allo stesso tempo, non nasconde l’interesse che l’Amministrazione Comunale nutre nei confronti di un progetto che potrebbe offrire alla cittadinanza un servizio finalmente funzionale. Tante le ricadute positive che la creazione di questo polo avrebbe sulla città: più posti auto nel parcheggio di Piazzale Donatori di Sangue e spazi più consoni per far fronte all’ingente numero di prestazioni che il centro prelievi compie quotidianamente. Inoltre, qualora l’Avis potesse finalmente trovare una collocazione al di fuori delle mura ospedaliere, la direzione sanitaria potrebbe riconvertirne la sede e rispondere così al cronico bisogno di spazi del Ramazzini. Quando si dice: due piccioni con una fava…

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