A Carpi la palma di Comune più virtuoso

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Se alla crisi si aggiungono i danni del terremoto e gli astronomici costi della ricostruzione, anche un cieco può vedere come la politica, se intende mantenere quella poca credibilità che i cittadini ancora gli concedono, deve trovare il modo di limitarsi. Auto blu a profusione, stipendi, benefit e pensioni dovrebbero quindi divenire un – triste – ricordo del passato prossimo. E questo senza aspettare che uno dei tanti referendum ammesso a furor di popolo, o che qualche lancio di monetine di ‘manipulitesca’ memoria, risolvano la soluzione con un taglio netto al nodo gordiano dei privilegi di una casta divenuta in gran parte autoreferenziale, supponente e, troppo spesso, incompetente. A questo proposito sono benvenute le decisioni che, a Modena come a Sassuolo, vanno incontro alla necessità del risparmio. Nella città della Ghirlandina è stata approvata all’unanimità la delibera presentata dal sindaco Giorgio Pighi che prevede 24mila euro di fondi in meno per i gruppi parlamentari rispetto al 2011, per un totale di 90mila euro da suddividersi – ripartendolo a metà tra quota fissa (5mila euro) e variabile a seconda del numero di consiglieri di ogni lista (1.125 ad eletto) – tra tutti e nove i gruppi consiliari. Anche nel Comune di Sassuolo, di colore politico opposto, Luca Caselli ha deciso di sottoporre il suo consiglio a una cura dimagrante: i fondi per i gruppi passeranno dai 15mila euro dello scorso anno agli 11mila del 2012, con un taglio vicino al 25%. Bene, bravi, bis. C’è solo un particolare: entrambe le cifre, seppur ridotte, sono enormemente superiori a quelle che Carpi impiega per la medesima voce. Alla Corte dei Pio, infatti, tutti i gruppi devono dividersi una torta di 2mila euro, come nel 2011 (i fondi ammontavano a 5.500 euro del 2009, ridotti poi a 4mila due anni fa).
La cifra è così ripartita: “PD 733,2 euro, IdV 199,99, Pdl 333,31, Lega Nord 266,65, Alleanza per Carpi 233,32, Carpi5ST-Rifondazione 199,99. Vorrei precisare che su queste riduzioni non si è mai registrato alcun dissenso da parte dei gruppi consiliari – ha spiegato il presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Taurasi – che hanno dimostrato piena consapevolezza della necessità di ridurre al minimo le spese, in un momento nel quale si chiedono sacrifici enormi ai cittadini. Credo che questo debba essere riconosciuto a tutti i nostri amministratori e consiglieri, di ogni colore politico”. Insomma, a Carpi si spende meno e da molto più tempo. 2mila euro son bruscolini, se paragonati a quelli utilizzati da Modena e Sassuolo. La popolazione residente a Sassuolo, approssimata per difetto, si aggira sulle 41mila persone, a Modena sono 184mila e a Carpi 69mila. Confrontando i dati e incrociandoli emerge quindi come il Comune capoluogo di provincia spenda 45 volte più di Carpi pur avendo poco più del doppio dei suoi abitanti, mentre i gruppi di Sassuolo, città più piccola di 28mila unità, hanno il coraggio di ricevere quasi 6 volte di più! Un virtuosismo quello di Carpi che speriamo possa essere ricompensato come dovrebbe.

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