Piscina a rischio chiusura?

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Si fanno sempre più agitate le acque della Piscina Comunale di Carpi. Oltre ai fondi, sempre più incerti in tempo di crisi, con il sisma, l’impianto è rimasto chiuso quasi un mese, perdendo uno dei periodi di maggiore affluenza. “Non ci sono soldi e sto cominciando a chiedere ai fornitori proroghe fino a settembre, ma a quel punto si arriverà alla resa dei conti, che può anche significare la chiusura”. Non nasconde i suoi timori la direttrice Daniela Meletti: “abbiamo riaperto il 23 giugno, anche grazie all’interessamento dell’assessore Simone Tosi.

Il sisma non ha provocato alcun danno alla struttura, ma all’inizio abbiamo dovuto chiudere per dare appoggio alla Protezione Civile, fino a quando non è stato approntato il campo”. Anche per questo a essere utilizzabili sono soltanto gli spazi esterni. “Sembrava dovessimo perdere l’intera stagione e non sapendo quando avremmo potuto riaprire non si potevano tenere in funzione le vasche interne con le spese che ciò comporta. Poi, purtroppo, è stato difficile informare i clienti della ripresa. Ora per fortuna stanno ricominciando a venire”. Nell’impianto, che ha mantenuto i prezzi dello scorso anno, uniformando le tariffe dal lunedì alla domenica, i gestori stanno osservando l’arrivo di tanti volti nuovi. “Molti carpigiani che prima andavano al mare ora vengono qui, anche perché con i danni del terremoto occorre risparmiare”.

La parte del leone, negli 800mila euro circa delle annuali spese di gestione, la fanno le forniture di luce, acqua e gas. Se con i 360mila euro di contributo comunale il rosso, a fine stagione, era di poche migliaia di euro, la paura è che, con le mutate priorità, anche questi possano venire a mancare. “Sinora è arrivata la prima delle tre rate annuali, siamo in attesa delle altre due e manca il saldo del 2011. Di certo però, se mancherà la volontà politica, il rischio chiusura diventa sempre più reale”. Con 160mila presenze l’anno, questo impianto, l’unico pubblico in città, è sicuramente un nodo cruciale per un’Amministrazione che, della pratica sportiva per tutti, ha fatto una delle proprie bandiere. Per di più ora, con tante abitazioni inagibili, la possibilità di trovare un po’ di refrigerio non è certo opzione secondaria.

A sostenerlo anche Giuliana Bellesia, educatrice del campo giochi della parrocchia di Quartirolo, che porta qui i suoi 90 bambini. “Per loro è importante poter venire qui. Alcuni sono di Rovereto e hanno perso la casa, molti dormono in tenda. La piscina li aiuta a distrarsi e a riprendere una certa normalità”. Per ovviare alla perdita delle giornate di giugno, la direttrice cercherà di tenere aperto, tempo permettendo, anche i primi 15 giorni di settembre. C’è da augurarsi che la città possa mantenere questo importante servizio, tanto più oggi che, al caldo dell’estate, si aggiunge anche l’emergenza creata dal terremoto.

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