Il terremoto corre in Rete

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Fino all’altro ieri c’erano le chiacchiere in piazza. Oggi, in pieno XXI secolo e nell’era dell’Information Technology, le discussioni si tengono anche in quell’agorà virtuale che è il World Wide Web. E’ perciò naturale che il terremoto, e soprattutto la reazione a esso, si sia riversato su Facebook. Migliaia i ‘post’ sull’argomento, tanto che riassumerli sarebbe impresa impossibile se non si suddividessero gli interventi dei cybernauti in alcune macro tipologie, per forza di cose schematiche. Sono sette i ‘tipi’ del terremotato virtuale. Primo tra tutti spicca, per la leggiadria quasi dionisiaca con la quale commenta l’evolversi del sisma, il Ballerino.

“Si balla!” lo si vedrà commentare ad ogni tremor di suolo. Pare che questo strano individuo prenda le scosse come un’occasione in più per continuare a dimenarsi anche al di fuori dell’orario del corso di tango che frequenta con un’assiduità tale che qualsiasi essere umano sano di mente stenterebbe a comprendere. Non potrebbe esistere in natura un personaggio più diverso dal nostro ‘Bolle delle scosse’ di quel terremotato noto come il Certificatore: la sua missione è quella di segnalare con maniacale precisione l’avvicendarsi delle scosse, indicandone orario – in decimi di secondo – magnitudo ed epicentro. E non solo nella nostra zona! Ogni Certificatore che si rispetti non tralascia neppure un secondo grado della scala Mercalli in Nuova Guinea.

Tutto merita d’essere segnalato a lettori ormai giustamente esasperati. Oltre a questi scarni dati, nessun altro commento – a parte il link all’immancabile sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – uscirà dalla tastiera del Certificatore. Se non gli manca la scrupolosità, egli difetta però nella comprensione del senso del limite: ogni minimo movimento, anche quello della vicina che batte i tappeti in terrazza, diventa degno di attenzione. Tra i più negativi personaggi della Rete c’è poi l’Apocalittico, che ritiene il terremoto non sia un fenomeno naturale, ma il sintomo dell’approssimarsi della fine dei tempi, del Giudizio Universale, dell’avverarsi della profezia dei Maya e, per non farsi mancare nulla, anche di un’invasione aliena; lo si potrà vedere spesso andare a braccetto con il suo compare più fidato, il Dietrologo – che vede nelle scosse null’altro che l’azione di qualche malvagio governo straniero o multinazionale del petrolio – mentre si recano, ben attenti a non essere seguiti da qualche agente del Mossad, verso il bar all’angolo, dove trascorrono, tra una birra e un sospetto, la maggior parte delle loro giornate.

Non si spiega, altrimenti, dove troverebbero il tempo per immaginare teorie così scombiccherate. Per fortuna, a rallegrare i pomeriggi estivi ci sono il Mistico e l’Umanizzatore. Se il primo esorta a cogliere nella sciagura l’occasione per tornare a vivere una vita più naturale, a contatto con mucche, capre e conigli – magari in capanne di paglia le quali, pur crollando, non potrebbero causare danni significativi ai propri abitanti – il secondo affronta il sisma da pari a pari. Per lui infatti il terremoto è un’entità da sfidare: “Continua, non ci fai paura!” esclama con coraggio. E ribadisce più volte la sua posizione a suon di: “Non ci spezzi!” e “Non hai capito con chi hai a che fare!”. Peccato che la terra, non essendo dotata di volontà propria, se ne freghi bellamente, continuando indisturbata a fare quello che ha sempre fatto da miliardi di anni a questa parte. Chiude la nostra galleria di ritratti l’Ottimista a prescindere. Crolli, pianti, disperazione e generale distruzione non riescono a scalfire neppure di un pelo la sua convinzione che, in fondo, noi si viva nel migliore dei mondi possibili. E questo, va detto, è il post più bello da leggere.

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