Gravi danni al Campo di concentramento di Fossoli

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La storia ha fatto nuovamente tappa, ancora in maniera infausta, all’ex campo di concentramento di Fossoli di Carpi. Le strutture che nei primi sette mesi del 1944 videro transitare oltre 5.000 prigionieri politici e razziali indirizzati poi dalle SS nei lager nazisti del Nord Europa sono infatti rimaste danneggiate dal terremoto che ha messo in ginocchio la Bassa modenese. Anche la baracca che ospitò Primo Levi risulta lesionata, pure se in misura minore rispetto alle altre. “Le parti più colpite e in parte crollate sono quelle che ospitavano le guardie – conferma Marzia Luppi, direttrice della Fondazione ex Campo Fossoli – ma anche i locali dove erano rinchiusi i prigionieri politici e la chiesetta risultano danneggiati”. Ogni anno sono circa 40.000 i visitatori che raggiungono Fossoli, una manciata di chilometri a nord di Carpi, per compiere un percorso in una struttura che fu unica in Italia, campo ‘poliziesco e di transito’ che faceva da anticamera ai lager di sterminio. In gran parte si tratta di studenti. “Contando i dipendenti, i collaboratori e i tanti volontari – precisa Luppi – sono più di trenta le persone impegnate all’ex campo. C’é grande attenzione per questa struttura anche all’estero, e proprio in estate avremmo dovuto ospitare una delegazione di circa cento studenti degli Stati Uniti. Si sono già messi in contatto con noi dopo il sisma dandoci il loro sostegno, abbiamo dovuto concordare purtroppo una presentazione virtuale di quanto è presente a Fossoli”. Un destino di dolore ma anche di rinascita, quello che si lega all’ex campo. Dal 1947 al 1952 ospitò la comunità cattolica di Nomadelfia, poi fino alla fine degli anni ’60 diversi profughi giuliani e dalmati nel ‘Villaggio San Marcò. “Il 29 maggio e indipendentemente dal sisma è stata firmata una convenzione tra la nostra Fondazione e le facoltà di architettura di Bologna, Milano, Venezia e Genova – fa sapere la direttrice – per un recupero di tutte le strutture a partire dai documenti dell’epoca. E’ chiaro che ora si dovrà ripartire da altre basi visti i danni subiti, ma questo progetto nato da un finanziamento straordinario dello Stato deve farci sperare, specialmente in questo momento”. Difficile ora prevedere quando l’ex campo potrà recuperare l’agibilità e riaprire. “Forse bisognerà aspettare tutta l’estate – dice Luppi – ma a ben vedere c’é un’area di camminamenti, lontano dalle baracche, non danneggiata e che potrà essere nuovamente fruibile senza interventi eccessivi. Cercheremo di ripartire da lì”.

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