Stop a nuove superfici

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L’offerta distributiva a Carpi è sovradimensionata? Per intenderci: il numero di ipermercati, supermercati, discount e negozi è superiore alle reali esigenze di una popolazione che ha drasticamente ridotto i propri consumi? La chiusura del Simply a cosa si può ricondurre? Queste riflessioni sono state sottoposte all’assessore al commercio Simone Morelli che ha voluto chiarire fin da subito: “Il Poic (Piano Operativo per gli Insediamenti Commerciali), approvato nel 2011 ed entrato in vigore nel 2012, non prevede un centimetro quadrato in più di area commerciale alimentare con il placet di sindacati e associazioni di categoria”. Stop, dunque, a nuove superfici nel prossimo futuro e ci si farà bastare ciò che era previsto dalla vecchia pianificazione commerciale. C’è anche da dire che la pianificazione, soprattutto per quel che riguarda grandi superfici commerciali (superiori a 3mila mq), spetta alla Provincia di Modena che si coordina direttamente con la Regione Emilia Romagna per una equilibrata distribuzione sul territorio. “Il Poic è stato approvato a luglio ma, da dicembre a oggi, il decreto Salva Italia ha cambiato le carte in tavola in nome del principio del ‘liberi tutti’ e, oltre ad avere stabilito la liberalizzazione degli orari, ha superato il principio di pianificazione commerciale e contingentamento dell’offerta ritenendo che la concorrenza si possa regolare da se stessa”. Morelli ha partecipato al tavolo convocato dalla Regione Emilia Romagna per tentare di mantenere la facoltà di decidere il ‘piano regolatore del commercio’ non tanto per conservare una serie di concezioni protezionistiche ma “per garantire il territorio dal punto di vista ambientale, ma anche per inserire gli insediamenti commerciali nell’ambito di un adeguato piano della mobilità”. Insomma, da liberale convinto, anche Morelli però avanza perplessità su una logica basata esclusivamente su dinamiche di concorrenza. Per quel che riguarda la vecchia pianificazione, alla cui elaborazione però non ha partecipato essendo entrato in Giunta nel 2009, l’assessore Morelli precisa che è stata redatta in base alla popolazione, al range territoriale e alla programmazione urbanistica. Se un imprenditore propone di aprire un punto vendita là dove è previsto dal piano urbanistico, il Comune non è tenuto a esprimersi sul successo o insuccesso dell’iniziativa. Semplicemente rilascia un atto autorizzativo. Chi è il pubblico per decidere del privato?” domanda provocatoriamente Morelli.
“Le piccole e medie superfici – continua – sono sorte in base alle necessità dei quartieri e la rete distributiva odierna non è per niente squilibrata”. E il caso del Simply? “In quell’area era previsto che sorgesse una vasta zona residenziale. E’ partito prima il servizio del quartiere. Questo potrebbe aver pregiudicato il successo dell’iniziativa imprenditoriale”.

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