Dietro la nascita: un mondo!

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“Il fine di una moderna medicina perinatale è quello di avere una mamma e un bambino in perfetta salute con il livello di cure più basso compatibile con la sicurezza.
E’ questo il modello personalizzato di assistenza che abbiamo adottato da un paio di anni a questa parte e che ha avuto risultati positivi per la salute della donna e del neonato. Ovvero un ridotto uso di farmaci, un minor numero di tagli cesarei, travagli più brevi, mamme e bambini in salute”, ha commentato il dottor Paolo Accorsi, direttore del Dipartimento Materno Infantile Azienda Usl Modena. L’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Carpi, dove negli ultimi sette anni sono stati oltre 12mila i parti, si distingue “per l’ottimo lavoro delle ostetriche che seguono, passo dopo passo, il travaglio di ogni futura mamma e per le tecnologie utilizzate durante il parto”, continua Accorsi.

Ad ampliare l’offerta – “per tutte”, ci tiene a sottolineare il primario – del punto nascita, vi sono ora una nuova vasca (valore 20mila euro) per il parto in acqua dalle ampie dimensioni e sagomata all’interno per favorire le posizioni di spinta e un letto multifunzione (valore 40mila euro) che assicura il massimo comfort durante il travaglio e può essere utilizzato come letto normale,  ginecologico, sgabello e appoggio mobile per ogni posizione verticale.

“L’ostetrica – ha aggiunto Emanuela Carossino, Responsabile della sala parto dell’Unità Operativa di Ostetricia – in più del 90 per cento dei travagli, rimane costantemente al fianco della donna. Una presenza discreta la sua, ma fondamentale e garantita a ogni turno. In caso di gravidanza fisiologica, il parto avviene preferibilmente nella Sala anemoni dotata di letto multifunzione, vasca parto, sgabelli, pallone, cuscini, materassini, telemetria, doccia, musica e isola assistenza neonatale. In caso di gravidanza non fisiologica vengono utilizzate le Sale Lillà e Orchidea dotate di letto multifunzione, sgabelli, doccia, telemetria, musica e isola assistenza neonatale. In particolare c’è una ricerca continua da parte dell’ostetrica di quanto serve a mamma e nascituro per il migliore percorso verso la nascita: posizioni libere e movimento, acqua (che rilassa e rende il dolore più tollerabile) e supporto.

L’obiettivo costante è quello di creare un ambiente favorevole, protetto, intimo e riservato, di cui la coppia di futuri genitori possa appropriarsi completamente”. “Il nostro compito – ha concluso Nicoletta Telleri, ostetrica e Referente altamente specializzata per l’Ostetricia – è quello di garantire il massimo supporto emozionale alle donne, (anche aiutandole a respirare nel modo giusto o insegnando al partner come massaggiarle) ma anche di individuare precocemente la comparsa di fattori di rischio ostetrico o di complicanze del travaglio”. Vari studi clinici hanno rilevato che, grazie a un supporto continuo alla donna durante il travaglio, l’uso dell’epidurale si riduce, così come il ricorso a qualunque tipo di analgesia intraparto e il numero dei cesarei (“vera e propria epidemia degli anni scorsi”, commenta Accorsi).

*b*Alcuni numeri+b+

Oltre 12.000 i parti eseguiti a Carpi negli ultimi sette anni.
3.500 i nati dal gennaio 2010 ad oggi: 1.668 nel 2010, 1.500 nel 2011 e oltre 400 nei primi tre mesi del 2012.
I cesarei rappresentano il 20% della totalità dei parti (percentuale costante da sei anni a questa parte). “La media in Italia è del 38%, mentre quella regionale si assesta al 29%. L’Organizzazione mondiale della Sanità indica come valore ottimale di cesarei a cui tendere il 13-15%”, ha aggiunto il dottor Paolo Accorsi, direttore del Dipartimento Materno Infantile Azienda Usl Modena.
Travagli indotti: circa il 20%.
Episiotomia (taglio del perineo) circa il 12%.
Ventosa ostetrica: circa il 7%.
Kristeller (spinte sulla pancia della donna): minore del 2%.
Apgar* minore di 4 al 5° minuto: minore 1 x mille.

*b*I vantaggi del parto in acqua+b+

Il parto in acqua è ormai considerato un buon metodo non farmacologico per il controllo del dolore durante il travaglio: intorno alla donna si crea un ambiente accogliente, intimo e rilassante che restituisce questo straordinario momento della vita a un contesto naturale. “L’utilizzo dell’acqua calda – ha spiegato Emanuela Carossino, Responsabile della sala parto dell’Unità Operativa di Ostetricia – è un valido aiuto per la donna in travaglio, grazie alla sua forte componente antalgica. La doccia, l’immersione in vasca, ma anche semplicemente l’utilizzo del rimedio della nonna, ovvero l’impiego di borse d’acqua calda posizionate sulle zone doloranti, offrono conforto e sono considerate uno strumento fondamentale. L’acqua non permette la completa eliminazione del dolore ma, generalmente, lo riduce a un livello tollerabile, tanto da rendere superfluo l’uso di analgesici; modifica la percezione del dolore poiché garantisce un maggiore rilassamento muscolare, una maggiore mobilità, aumenta la sensazione di leggerezza e diminuisce la pressione addominale”.

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