L’ostello e il buonsenso

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1 milione e 130mila euro. Tanto è costata l’opera che dovrebbe ospitare l’Ostello. Struttura finita – da tempo – e in attesa che l’Amministrazione Comunale rediga il bando necessario per procedere con l’assegnazione della gestione. Con l’aggravarsi della crisi economica però, la Caritas rilancia la proposta che fece quattro anni fa per tentare di offrire una risposta all’emergenza casa, ovvero quella di destinare almeno una parte della struttura – e soprattutto in inverno – a coloro che si ritrovano in mezzo a una strada. “Quella turistica, a Carpi, non è certamente un’emergenza, quella del reperimento di una casa sì. E allora perchè non far in modo che l’ostello possa offrire una risposta modulata al problema casa?”, si chiede il direttore Stefano Facchini. Nel 2011 in Provincia sono stati eseguiti 1.320 sfratti, il 96,4% dei quali dovuti a morosità. Che fine faranno queste persone? Il buonsenso dice che, il nostro Comune (dove da poco è nato anche il pregevole progetto La casa nella Rete) potrebbe aggiungere un altro tassello alla propria azione: mettere a disposizione una struttura “chiavi in mano” e senza costi aggiuntivi a chi, una casa, non ce l’ha più. Perchè un’Amministrazione che sa leggere la realtà circostante, deve saper raddrizzare il tiro in corso d’opera, per rispondere nel modo più stringente possibile ai bisogni emergenti. E deve saper fare, con umiltà, un passo indietro. Non è questo il tempo delle vacanze, bensì del rigore. Quando la crisi sarà finita, solo allora, all’ostello potrà essere pienamente restituita la funzione per cui è nato.

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