Rifiuti, il record di Carpi

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A leggere i numeri c’è di che essere soddisfatti. Non a caso il presidente di Aimag Mirco Arletti ha definito il risultato “eccellente”.
A Carpi la raccolta differenziata dei rifiuti sale oltre il 62% come media cittadina, con un incremento del 5,6% rispetto al 2010. Nelle zone del porta a porta si raggiunge una percentuale del 74% a testimonianza del fatto che il sistema, attivo dal 2006, esteso a tutta l’area urbana escluso il centro storico e le frazioni, è stato ‘assimilato’ dai cittadini.

Nel territorio delle Terre d’Argine, la raccolta porta a porta è stata introdotta a partire dalla fine del 2011 a Soliera e a Novi: i dati mostrano già qualche beneficio in termini di incremento percentuale di raccolta differenziata ma si dovrà aspettare la fine dell’anno in corso per fare un bilancio più preciso nei due comuni.

Nel piano industriale di Aimag 2012-2014 sono previsti ulteriori investimenti sostanziosi nel settore Ambiente: 17 milioni, a ribadire il forte impegno dell’azienda in difesa dell’ambiente. Aimag estenderà e potenzierà la raccolta domiciliare dei rifiuti; completerà la costruzione del nuovo digestore anaerobico; consoliderà la filiera del recupero della frazione organica.
La strada appare invece in salita sul fronte della collaborazione di Aimag con Hera per attività di interscambio di rifiuti. La questione si fa più complicata in seguito alla temporanea sospensione della realizzazione della terza linea del termovalorizzatore di Modena, prevista accanto alla quarta, per assicurare al territorio modenese l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti indifferenziati.

Lo stop arriva in seguito all’entrata in vigore della legge regionale 23 che modifica la perimetrazione degli ambiti: se prima l’ambito coincideva con il territorio provinciale, oggi è a carattere regionale. Da declinare in modo diverso, dunque, anche l’obiettivo dell’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non più a livello provinciale ma da pianificare su un territorio ben più vasto.

La sinergia tra le due multiutility si sarebbe configurata con ogni probabilità sulla base dell’impiantistica già esistente e complementare: Aimag avrebbe potuto conferire parte del rifiuto indifferenziato a Modena presso il termovalorizzatore mentre Hera avrebbe potuto contare sull’impianto di compostaggio di Fossoli.

Con la nuova legge sarà la Regione ad avere il compito di disciplinare i flussi dei rifiuti mentre la Provincia, che aveva avviato nel 2010 le procedure per l’adozione del nuovo Piano provinciale per la gestione dei rifiuti, ora modifica il percorso approvando documenti che forniranno alla Regione elementi per la definizione del Piano di sua competenza. Tra i temi principali dei documenti: la riduzione della produzione dei rifiuti urbani nel suo complesso, aumento della quantità di rifiuti da avviare al recupero grazie all’incremento della raccolta differenziata e riduzione progressiva del ricorso alle discariche, conferma per il termovalorizzatore di Modena del ruolo che già gli attribuiva il Piano rifiuti del 2005, ancora in vigore, e del limite delle 240mila tonnellate all’anno previsto dalla Valutazione di impatto ambientale.

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