“Il parco fluviale del Secchia resta una priorità”

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I parchi regionali dell’Emilia Romagna sono 15 e le riserve regionali 16. Da vent’anni i consorzi dalla gestione sono impegnati nella salvaguardia delle aree verdi della regione, un’area totale di più di 100mila ettari e nella tutela della risorsa idrica, gestendo la struttura dei fiumi. Tra queste aree ve ne è una che impreziosisce anche il nostro territorio: il Parco Fluviale Del Fiume Secchia. Nel 1989 le Province di Modena e Reggio Emilia e i Comuni di Modena, Campogalliano e Rubiera hanno dato vita a un Consorzio volontario per la realizzazione e la gestione del parco con interventi di tutela e di riqualificazione ambientale e paesaggistica. Consorzio al quale aderirono, nel 2003, anche i Comuni di Carpi, Novi e Soliera e che collabora anche coi CEA dei comuni consorziati. Una spada di Damocle però pende oggi sui parchi regionali e le aree protette dell’Emilia Romagna. Mentre andiamo in stampa infatti, la Giunta regionale dell’Emilia Romagna sta votando la proposta di legge chiamata Riorganizzazione degli Enti gestori del sistema regionale e delle aree protette e dei siti di Rete Natura 2000. In base a tale riordino, si avrà l’esclusione dei consorzi dalla gestione dei parchi e, di conseguenza, il lavoro del personale dei parchi svolto sino a ora rischia di andare perduto. “La gestione dei parchi regionali è affidata ad enti di diritto pubblico, composti dagli enti locali territorialmente interessati, nonché da quelli volontariamente aderenti. Tutti i riferimenti ai consorzi di gestione dei parchi regionali, contenuti in disposizioni di legge statali e regionali e nei relativi provvedimenti contrastanti con questo articolato, sono da intendersi abrogate”, si legge nel testo di legge. Tutto ciò al fine di “valorizzare la peculiarità del modello sovracomunale di gestione e di organizzazione delle aree protette, promuovere il rilancio del sistema regionale partendo dagli enti locali e razionalizzarne la spesa”. Un modello che non convince i Comuni di Carpi, Novi e Soliera, che hanno deciso di sospendere la partecipazione dell’Unione delle terre d’Argine – a parte Campogalliano che fa storia a sè in questa vicenda – al Consorzio di Gestione del Parco Fluviale del Secchia.
“Il consorzio – ci spiega Giuseppe Schena, sindaco di Soliera e assessore al Bilancio dell’Unione delle terre d’Argine – viene messo in liquidazione in attesa della nascita del nuovo ente gestore. A tal proposito abbiamo scritto una lettera nella quale abbiamo espresso le nostre perplessità circa le modalità adottate dalla Regione nella creazione della nuova autorità che dovrà gestire i parchi. Il nostro non è un disimpegno sul fronte ambientale, al contrario. Il parco fluviale del Secchia è parte integrante del nostro territorio e, per tale motivo, rimane una priorità ma, vogliamo valutare se esistono ancora dei margini di miglioramento e di compartecipazione prima di prendere una decisione definitiva, anche in attesa di sapere cosa accadrà agli enti pubblici a partire dal 1° gennaio, ovvero dopo l’approvazione della manovra Monti”. Ricordiamo infatti che i tre Comuni, ogni anno, per il parco Secchia versano un contributo di 40mila euro.

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