Via Remesina incendia gli animi

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Il Comune di Carpi sembra andare contromano rispetto agli abitanti di Fossoli. In una concitatissima assemblea pubblica, mercoledì 5 ottobre, l’assessore a Viabilità e Trasporti Carmelo Alberto D’Addese e l’ingegner Alberto Morini hanno incontrato per la seconda volta gli abitanti della frazione carpigiana, per chiamare i cittadini a pronunciarsi in merito alla viabilità di via Remesina. Due le ipotesi: la più gettonata prevedeva un senso unico da Fossoli verso Carpi mentre, nel secondo caso, il senso unico sarebbe andato in direzione della frazione. La decisione sarebbe scaturita dalla necessità di deviare il crescente flusso di traffico che, proveniente da Novi, attraversa la frazione creando pericolo di incidenti. Per quel che riguarda la ciclabile, invece, il completamento del collegamento è previsto entro la primavera del 2012, in una sua corsia indipendente rispetto alla strada. La promessa di creare finalmente una ciclabile unica senza interruzioni non è però bastata a placare l’ira dei presenti, che è andata anzi aumentando nel corso della serata – protrattasi sino a mezzanotte passata, per più di tre ore. “Ci prendono in giro – sostiene un’infuriata Tiziana Lancellotti – nella scorsa riunione ci avevano garantito che le decisioni il Comune le avrebbe prese assieme a noi cittadini. Stasera invece ci dicono che il senso unico è praticamente già deciso, anche se qui nessuno lo vuole. Siamo in Europa? Bene, in tutta Europa prima fanno le strade di collegamento poi, di conseguenza, progettano nuovi quartieri. Qui invece prima fanno dei mega quartieri residenziali per poi accorgersi che le strade non sono sufficienti. Basta, i fossolesi sono davvero stanchi”. Scarsa condivisone lamentata anche da Lara Sgarbi: “E’ una cosa vergognosa. Abito sulla Remesina e posso assicurare che la strada è in una condizione pietosa. Vogliono mandarci sulla bretella, che è sempre intasata. Come faccio a portare i bambini a scuola in tempo? Bastava pensarci prima di iniziare i lavori e coinvolgere davvero i cittadini”. La soluzione della bretella, indicata dall’assessore come collegamento alternativo, è rispedita al mittente da Antonella Dangiò: “loro vorrebbero che io mandassi mio figlio in motorino lì, con tutti quei camion e quel traffico? Così si mette in discussione la sicurezza dei nostri figli. Per di più l’Amministrazione aveva già deciso tutto dal 2008, senza consultare nessuno. Questa è la loro idea di democrazia”. I cittadini che hanno voglia di sfogarsi sono tanti: “il vero problema è la sicurezza, non i flussi di traffico. Siamo assolutamente contrari a questo senso unico che non crea altro che disagi. Se vogliono trovare delle soluzioni, per quale motivo devono sempre passare sopra la testa dei cittadini?” ha aggiunto Maria Teresa Ferrari. Un altro tipo di osservazioni ha poi riguardato la mancanza di democraticità nelle scelte che riguardano la città: “se questa è un’assemblea vera, devono consentirci di formulare delle proposte alternative – ha sostenuto Luca Paltrinieri – e invece ora ci dicono che l’unica possibilità che abbiamo è quella di scegliere la direzione del senso unico. Allora questa è soltanto una farsa. Che il Comune si impegni invece ad allargare l’immissione sulla Statale e a completare la ciclabile. Una volta fatto questo, se il traffico non sarà diminuito, saremo pronti a ridiscuterne”. A poco sono serviti, nel corso della serata, i tentativi dell’assessore di placare gli animi: tra tutti i presenti – più di un centinaio – non c’è stato nessuno che si sia speso in favore delle soluzioni proposte dall’Amministrazione. A prescindere dalla bontà o meno del provvedimento, viene da chiedersi se, coinvolti con maggiore anticipo e forse con un pizzico di diplomazia in più, le reazioni dei cittadini sarebbero state ugualmente scomposte.

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