Quando i muri parlano

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Parole scritte per scomparire, cancellate con la vernice dai muri. Sono poche le scritte sopra pietre e cemento in città, in questi giorni. Le superano di numero i murales disegnati con la bomboletta per colorare la città, poche lettere per marchiare il territorio. Le pareti del piazzale della Meridiana, dove c’è la sede centrale delle Poste, sono dal 2009, le ‘pagine’ privilegiate per chi vuole scrivere slogan di vernice. Ma quello non è l’unico luogo in cui poter esprimere liberamente la propria fantasia. Nel 2010 un’iniziativa simile è stata proposta da Coccobello all’interno del Mac’è. Il sottopasso ciclopedonale di via Bollitora è stato recentemente teatro di una iniziativa organizzata dall’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Carpi nell’ambito della rassegna “Principi ricostituenti. 12 punti fermi sull’Italia che cambia” dedicata ai 12 principi fondamentali della Costituzione Italiana. A ispirare i writers l’articolo 11 (“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali….”) dedicato alla coesistenza pacifica tra i popoli. Domenica 8 maggio, i writers si sono messi al lavoro: insieme ai membri dell’associazione Ekidna di Carpi hanno lavorato al tema “sub _ urban writing on the block” i ragazzi di Icone di Modena. In tutto una sessantina di ragazzi ha dato vita a murales coloratissimi e a un dj set che è proseguito per tutta la giornata. L’iniziativa è stata replicata la domenica successiva, 15 maggio, a Novi presso il Parco della Resistenza. Insomma, muri puliti, popolo spento. E’ per questo che Carpi si accende di colori.

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