Nazismo: nessuno reclama la salma del boia di Bolzano

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Nessuno dei parenti o dei conoscenti ha reclamato la salma del ‘boia di Bolzano’ Misha Seifert, l’ex caporale ucraino delle Ss morto a novembre dell’anno scorso all’ ospedale di Caserta.
Dieci anni fa – ricorda oggi il giornale Alto Adige – la Holy Family German Parish Church di Vancouver in Canada, dove Misha viveva e dove era stato rintracciato nel 1999, aveva raccolto duemila dollari tra i fedeli per assistere il suo devoto parrocchiano. “Anche Cristo fu condannato da un tribunale, vuol forse dire che era colpevole?”, aveva argomentato il pastore Benno Burghardt. Ma stavolta, nessuno se l’é sentita di avviare una seconda raccolta fondi per riportare Seifert a casa. Non ci ha pensato nemmeno la moglie Christine, che ha 81 anni e vive a Vancouver, e nemmeno il figlio John, 54 anni, che in Canada fa il meccanico. Così la salma è stata sepolta nel cimitero civile di Santa Maria Capua Vetere e nessun fiore orna la sua tomba.
A parte Erik Priebke, Seifert – estradato dal Canada – era l’unico ex criminale di guerra nazista condannato all’ergastolo, che stava scontando la pena in Italia. Nato a Landau, in Ucraina, Seifert era stato condannato all’ergastolo nel 2000 per i crimini compiuti nei campi di Fossoli, presso Carpi, e di Bolzano. Riparato a Vancouver già nel 1951, l’ex Ss era stato estradato in Italia il 15 febbraio 2008.

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