A spasso per il mondo, in bicicletta

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Viaggiare a spasso per il mondo in sella a una bicicletta, riscoprendo la bellezza della natura e assaporandone i ritmi, si può. Andrea Jahnel e il compagno Maurizio Mari da anni percorrono le strade del Nord Europa sulla due ruote. Viaggi che consentono loro di immergersi completamente nella natura, riscoprendo il piacere di esplorare lentamente nuovi paesi e respirando l’ebbrezza della libertà. Due cicloturisti che, nonostante la fatica, continuano a scegliere l’avventura e l’imprevisto. “Da sempre amo la bicicletta – ci racconta Andrea, tedesca di nascita ma residente in Italia da quasi 32 anni – che è il mio unico mezzo di locomozione. Pioggia o neve, il segreto è soltanto attrezzarsi. Cinque anni fa ho conosciuto Maurizio che mi ha invitato a intraprendere lunghi viaggi in bicicletta e ho accettato la sfida. Insieme, abbiamo pedalato verso la Corsica, l’Irlanda, Capo Nord, le Isole Lofoten in Norvegia e, lo scorso anno, l’Islanda. Un viaggio che porto ancora nel cuore”. Istruttrice di nuoto lei, artigiano lui, Andrea e Maurizio riescono a ritagliarsi ogni estate tre mesi da dedicare a questa passione. “La bicicletta ti consente di affrontare ogni viaggio con un approccio completamente diverso, percorrendo itinerari alternativi e al di fuori delle normali rotte del turismo di massa. Con noi – spiega la coppia – abbiamo un bagaglio di circa 40 chilogrammi ciascuno, il kit della sopravvivenza, con tanto di tenda e il necessario per cucinare.
Amiamo godere della natura circostante, affrontando le intemperie e gli imprevisti che possiamo affrontare lungo il percorso”. L’imperativo infatti è andare avanti. Non mollare mai. Nonostante tutto. Perchè il sapore del viaggio è proprio questo: la strada che scorre dinanzi agli occhi e sotto i propri piedi. Anche se, naturalmente, ogni tanto si cede alla tentazione di fermarsi per godere di nuovi angoli di mondo. “Il Nord Europa è disseminato in lungo e in largo di percorsi ciclabili tuffati in panorami mozzafiato. Vi è una vera e propria cultura legata all’uso della bicicletta. Intere famiglie, con tanto di bambini al seguito, scelgono questo mezzo per spostarsi quotidianamente e per affrontare lunghi percorsi. Non è come in Italia dove gli automobilisti non hanno alcun rispetto per i ciclisti e le piste – quando ci sono – sono ridicole. Gli italiani hanno molto da imparare da tedeschi, francesi e olandesi”. Naturalmente i viaggi che questi due cinquantenni affrontano non sono alla portata di tutti, meglio partire con qualcosa di più soft. “Io mediamente percorro 400 chilometri alla settimana in sella alla mia bici, – spiega Maurizio – l’allenamento è fondamentale qualora si vogliano attraversare valichi e catene montuose come nel nostro caso, ma ci sono viaggi su territori pianeggianti alla portata di chiunque. Credo però che sia la preparazione mentale a giocare un ruolo fondamentale per affrontare un’avventura di questo tipo”. Occorre sfidare se stessi, “imparare a convivere fianco a fianco col proprio compagno di viaggio, sapere affrontare con prontezza gli imprevisti, lottare contro il vento e le escursioni termiche”, aggiunge Andrea. “Insomma oltre alla gamba, c’è molto di più”, sorride Maurizio. Viaggi che, accanto alla scoperta e al senso di meraviglia, consentono anche di imbattersi negli incontri più strambi. “Sulla strada abbiamo stretto numerose amicizie – raccontano i due – ormai abbiamo una casa in quasi tutti i Paesi. Vedendoci in sella alla bici, molti si avvicinano, incuriositi, e ci offrono ospitalità”. E la vita da cicloturista, oltre a far bene a corpo e spirito, è pure economica. “Un campeggio all’estero costa meno di 20 euro al giorno; pensa che ne abbiamo trovato uno comunale in Francia, con tanto di piscina, che ci ha chiesto soltanto 3,18 euro al dì. Altro che Italia”. E dopo l’Islanda, col suo paesaggio mutevole e lunare, quale metà sceglierà la coppia per l’estate? “Non lo sappiamo ancora. Decidiamo sempre all’ultimo: tanto non dobbiamo mica prenotare”. Questa sì che è libertà.

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