Il Regno della Bandiera a dodici stelle

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Nell’ambito del programma dell’anno scolastico 2009- 10 dedicato ai “Diritti dei bambini”, le insegnanti della sezione ‘grandi’ della Scuola d’infanzia “Arcobaleno” di Carpi hanno chiesto al prof. Franco Mosconi, docente presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Parma, di tenere una ‘lezione’: due ore di conversazione per aiutare i bambini, fra cui il figlio Filippo, a familiarizzare con l’Onu, la Commissione Europea e, soprattutto, la Bandiera a Dodici Stelle che i piccoli studenti hanno disegnato e colorato.
A distanza di tempo, riascoltando quelle quasi due ore, è nata, quasi per scherzo, l’idea di rimettere mano al testo e scrivere una favola: “Il Regno della Bandiera Dorata a Dodici Stelle”.

La favola del
Regno della Bandiera Dorata a Dodici Stelle

*

Le vostre maestre hanno detto che mi devo presentare: questo è un atteggiamento giusto, perché quando si va in casa di altri ci si deve presentare, dicendo ai “padroni di casa” (voi bimbi in questo caso) da dove si viene e che cosa si è venuti a fare.
Mi chiamo Franco Mosconi, sono il papà di Filippo, un vostro amico e compagno di classe. Il mio mestiere è quello delle vostre insegnanti, né più, né meno: c’è un’unica differenza, che dipende dal fatto che il mio lavoro lo svolgo con dei bambini un po’ più grandicelli di voi … Mi spiego: i bambini come voi frequentano la Scuola dell’infanzia fino all’età di 6 anni; si prosegue con la Scuola elementare, che terminerete all’età di undici anni; continuerete poi con la Scuola media che dura fino a 14 anni; andrete avanti – alle Scuole superiori – con il Liceo o gli Istituti tecnici, dove concluderete gli studi con quella che viene chiamata “maturità” all’età di 18-19 anni … Eccovi infine all’Università, dove lavoro io: dove faccio – per riprendere ciò che dicevo prima – il mestiere che le vostre maestre fanno con voi. Cioé, insegnare ai più giovani qualcosa di giusto e utile per la vita e il lavoro.
Ora, la parola “Università” vi mette, forse, un po’ di paura, ma poi quando ci arriverete non sarà più così; chissà, forse vi farà pure ridere.
All’Università si può scegliere, a seconda delle proprie predisposizioni, su che cosa proseguire i propri studi per conseguire la “Laurea” dopo 3 o 5 o 6 anni studio. La Laurea, dicevo: altra parola difficile, ora, per voi ma che dovete immaginare come la linea del traguardo in una lunga corsa cominciata tanti e tanti anni prima, al Nido e alla Materna… In verità, dopo aver raggiunto questo traguardo inizia un’altra corsa, che è quella della vita e del lavoro. Ad esempio, si può scegliere di diventare medici e prendersi cura dei malati; ingegneri e progettare strade, case e ponti; e gli esempi potrebbero continuare su tante altre materie utili per fare tanti altri mestieri.

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Oggi sono venuto, su invito delle vostre insegnanti, per parlarvi di un argomento che in questo momento è di vostro interesse: i diritti dei bambini. Le vostre maestre vi hanno già spiegato che esiste un “posto”, nemmeno troppo lontano, che si chiama Unione Europa. Cosa fa l’Unione Europea per difendere i diritti dei bambini?
Per cercare di spiegarvelo vi racconterò la storia di quello che chiameremo il “Regno della Bandiera Dorata a Dodici Stelle”. E faremo come al cinema, immaginando un film diviso in due tempi: nel primo tempo vi parlerò di come è nata la Bandiera Blu con le Dodice Stelline Dorate; poi nel secondo tempo vi spiegherò che cosa fanno quei signori che abitano il castello dove sventola la bandiera con le stelline, che ben conoscete avendola disegnata e colorata.
Primo Tempo: Ma com’è nato quel Regno, vi chiederete?
C’era una volta – tanti e tanti anni fa – un antico Regno (l’Europa) dove Re e Principi erano sempre in guerra fra di loro. Settant’anni fa combatterono fra di loro una bruttissima guerra… Finalmente questa guerra, dopo 5-6 anni, finì. Accadde così che alcuni Principi, regnanti in grandi e importanti palazzi, si consultarono per trovare una via d’uscita e vivere in pace e prosperità. Un po’ come gli eroi e le eroine delle fiabe che così tanto amate: si domandarono come poter togliere tutte le mele avvelenate dal bosco; come mettere in prigione le streghe cattive; come rendere innocuo Capitan Uncino…
Rifletterono e giunsero alla conclusione che – da soli – non ce l’avrebbero mai fatta a vincere il male; pensarono perciò di costruire un unico – più grande – “Regno”, perché da sempre l’unione fa la forza.
I primi Principi che decisero di costruire insieme il nuovo Regno erano sei e provenivano dalla nostra Italia, dalla Germania e dalla Francia, più da tre piccoli paesi come il Belgio, il Lussemburgo e l’Olanda. Questi sei Principi fra il 1950 (né le vostre maestre né io eravamo ancora nati) e il 1958 costruirono il nuovo “castello” dove abitare e da dove regnare.

Bimbo 1: ma se tu non eri ancora nato come fai a sapere queste cose?
Bimbo 2: i Principi si mettono insieme e fanno delle forze?

Continuiamo la nostra storia, poi risponderò alle vostre domande … Costruirono il castello, innalzarono la bandiera che era diventata un’unica bandiera, che è quella che avete dipinto voi. Come tutti i castelli che si rispettino, anche in quello costruito per volere dei sei Principi a Bruxelles (in Belgio, uno dei tre più piccoli Paesi), c’era un grande portone. Ebbene, dopo un po’ di tempo – un tempo di pace dopo secoli di guerre – un altro Principe bussò: toc-toc … Era un Principe ricco e potente, veniva dall’Inghilterra e chiedeva di unirsi agli altri. L’Inghilterra è un’isola, lo sapete cos’è un’isola?

Bimbo 3: è quella dove c’è intorno tutto il mare! Guardiamo dov’è, c’è la cartina “geografichissima”!
Bimbo 4: io ci sono andato in Inghilterra, sono andato al museo delle cere!

Sempre in quegli anni – quando sia le vostre maestre che io eravamo già nati – bussarono al portone altri Principi chiedendo di unirsi al nuovo Regno perché da soli non riuscivano più a difendere i bambini dalle persone cattive: erano il principe della Danimarca e quello dell’Irlanda.
I Principi che già facevano parte dell’Unione furono ben felici di accoglierli, perché la storia in quegli anni era andata così bene! Dopo qualche anno bussarono al portone i Principi di altri paesi, quelli che – come l’Italia e la Francia – si affacciano sul mar Mediterraneo: la Spagna, il Portogallo, la Grecia. Sono Principi che hanno molte navi, così quando arrivano i pirati cattivi possono aiutare Peter Pan a difendere i bambini che abitano l’Isola-che-non-c’è. I Principi e i rispettivi paesi erano diventati 12, che poi salgono di altri 3 (questa volta paesi “freddi” come la Danimarca): Austria, Svezia e Finlandia. Paesi da cui parte Babbo Natale, con la sua slitta carica di regali per tutti i bambini.
Infine un giorno i “Quindici Principi” (siamo andati veloci, ma se rifacciamo i conti vedrete che sono diventati 15 dai 6 dell’inizio della storia) pensarono che fosse giusto che nel loro castello entrassero anche delle persone meno fortunate di loro, che vivevano nei Paesi dell’Europa dell’Est. Venite a vedere qui sulla cartina quali sono i paesi che stanno ad Est dell’Italia e dei Quindici Paesi della nostra storia.
In questi paesi ci sono tanti bambini che hanno bisogno… Guardate, ho portato questo giornale, che è un giornale importante…

Bimbo 5: che vuol dire importante?

Vuol dire che è scritto da persone serie e letto da tante famiglie. Si chiama “SETTE” ed esce ogni giovedì con il “Corriere della Sera” il principale quotidiano italiano. Il numero di “Sette” che ho qui fra le mani è di due settimane fa: non lo sapevamo né io né le vostre insegnanti che, praticamente alla vigilia di questo nostro incontro, avrebbero pubblicato questo articolo, che si addice all’argomento che ci interessa. Il titolo in copertina è: “Ladri di bambini”. Guardate questo bambino, viene dalla Romania, che è uno dei Paesi entrati per ultimi nel Regno della bandiera blu con le stelline. Il bambino è seduto per terra nella Galleria più importante di Milano, in pieno centro storico: la Galleria Vittorio Emanuele, a due passi dal Duomo di Milano (immaginate che sia seduto sotto il portico nella nostra piazza Martiri, qui a Carpi).
E’ stato rapito e portato via dalla sua famiglia; in mano ha un piccolo strumento musicale, una pianola, e ai suoi piedi c’è un bicchiere della Coca-Cola. Ma non è il bicchiere come quello che prendete voi al McDonalds, tutto bello colorato con dentro, davvero, la Coca-Cola; il suo è tutto spiegazzato. Secondo voi a cosa gli servirà quel bicchiere?

Bimbo 5: per prendere i soldini!
Bimba 6: perché non si vede la faccia di quel bambino?

Sì, è per prendere i soldini; e il viso di quel bambino è offuscato perché c’è una legge che dice che le foto dei bambini non si possono pubblicare, facendoli riconoscere, prima che abbiano compiuto i 18 anni di età.
Allora, sappiamo che da questo momento i Paesi nell’Unione europea sono diventati 27: il castello è abitato da 27 Principi. Questi, che continuano a vivere nei loro Paesi (l’Italia, la Francia, l’Inghilterra, la Svezia, eccetera) e nei loro palazzi, hanno bisogno che il loro “castello” di Bruxelles abbia un “capo” fedele – insomma, un altro Principe – che viene cambiato ogni 5 anni. Io ho lavorato con uno di questi “capi” al castello di Bruxelles: l’aiutavo a smaltire il suo lavoro, perché nel castello arrivano tante lettere, si ricevono tanti viaggiatori, e poi dal castello è spesso necessario muoversi per andare in giro un po’ dappertutto nel Regno. E non sempre il “capo” che sta a Bruxelles riesce a fare da solo tutto ciò che i Quindici (e ora i Ventisette) gli chiedono; perciò ci sono delle persone che li aiutano in questo.

Bimbo 7: il “Principe” che aiutavi era Romano Prodi?!
Bimbo 8: ma se tu non eri ancora nato come hai fatto a sapere quando si sono uniti i primi principi?

Sì, era Romano Prodi, mentre dopo è arrivato José Manuel Barroso, che è un principe portoghese. E’ vero, quando è stato fondato il Regno – così rispondo alla domanda – io non ero nato, ma una decina d’anni fa ho avuto la fortuna di stare per un po’ di tempo in quel castello. E come in tutti i castelli ci sono i sotterranei con i passaggi segreti: quando potevo, ogni tanto alla sera, andavo là dove c’erano tutti quei libroni polverosi e leggevo la storia che vi era scritta … Avete presente le “Cronache di Narnia”? Ci sono 4 fratelli che iniziano a girare in quella grande casa a loro sconosciuta; arrivano di fronte a una parete con un armandio coperto da un lenzuolo: voi cosa avreste fatto?

Bimba 9: io sarei scappata dalla paura!!!

Io sono convinto che la maggioranza di voi avrebbe tolto il lenzuolo per vedere cosa ci fosse dietro … Ogni tanto andavo in queste stanze proibite… E se nel 1950 non ero ancora nato, è però vero che si possono leggere i libri per imparare un po’ di cose…

Bimbo 10: tante!!!

Adesso state diventando grandi, le storie – le fiabe – che fino a questo momento avete letto hanno sempre avuto un lieto fine; però, andando avanti, vi capiterà di leggere anche storie che non sempre hanno un lieto fine …

*

Secondo tempo: Eccoci allora arrivati al secondo tempo del nostro “film”. Ricordate che all’inizio abbiamo detto: facciamo come se fossimo al cinema?
I 27 Principi che hanno costruito il castello di Bruxelles si vogliono occupare dei bambini, come vi hanno ben spiegato le vostre insegnanti. Dei “diritti” dei bambini: tutti i bambini hanno diritto di giocare, stare bene, andare a scuola; non devono essere maltrattati; devono avere un’identità e una famiglia. Soprattutto, tutti i bambini del mondo hanno gli stessi diritti. Ma così non è: il bambino di questa foto non sta bene perché c’è chi lo obbliga a fare una cosa che non è da bambino!
Noi abbiamo la fortuna di essere nati in città come Carpi (io in Romagna), luoghi in cui questi diritti sono scontati, ma ci sono bambini che nascono in luoghi meno fortunati.
Voi state bene, siete qui alla Scuola materna, andrete fra pochi mesi nelle Scuole elementari di Carpi, nelle Parrocchie a giocare, nelle Polisportive a fare sport. Ci sono bambini meno fortunati, bambini che devono lavorare e fare tanta fatica, perché non hanno nulla da mangiare. Il “Regno della Bandiera Dorata a Dodici Stelle” sta combattendo contro i cattivi per far vincere i “diritti del fanciullo”.
Siamo in buona compagnia, perché la stessa cosa la sta facendo anche l’altro grande Regno che c’è al mondo, l’America (che di stelline nella bandiera ne ha molte di più), dove c’è un Principe dalla pelle scura. Tutti insieme stanno combattendo perché non accadano più queste cose.
Vi faccio un altro esempio di questi giorni. Nelle vostre case avete tante cose: iPod, computer, iPhone… e spesso con il marchio della mela. Come al supermercato ci sono i biscotti del Mulino Bianco, che andate a comprare e vi piacciono tanto, ebbene, tutti vorrebbero poter avere i prodotti elettronici della mela (Apple), perché sono belli e facili da usare…. Il signore inventore dei prodotti Apple (il Macintosh, ad esempio), che è un signore molto intelligente e si chiama Steve Jobs, ha scoperto che tanti materiali che compongono i suoi computer sono stati costruiti in Cina – una terra lontana, lontana – dai bambini. Il “signore della mela” si è molto arrabbiato, ha sbattuto i pugni sul tavolo dicendo che queste cose non devono succedere più ed ha chiesto ai suoi soldati di intervenire, catturando le persone che hanno fatto lavorare i bambini cinesi. Tutti i Principi del mondo sono rimasti contenti! Perché, sapete, ci sono nel mondo milioni e milioni di persone che hanno per mangiare meno di un dollaro al giorno.

Bimbo 11: praticamente un soldo al giorno!

Sì, e con un dollaro (un soldo) al giorno, voi non riuscite nemmeno a fare un giro nella giostrina: per vivere hanno meno di un vostro giro di macchinina …
Vi chiederete, ora, se in quei grandi castelli (a Bruxelles, in America) dormono o aiutano i bambini.

Bimbo 12: aiutano!

Fanno il possibile …

Bimba 13: e ritornerà la felicità!

Speriamo. In tanti cercano di fare il possibile: se cambiamo un po’ i personaggi, possiamo avere un’altra bella storia… Il castello che si trova a New York è come quello delle Dodici stelle dorate: si chiama il “Palazzo di Vetro” e per arrivarci serve un lungo volo in aereo. E’ più grande di quello di Bruxelles ed è la casa dell’ONU che – come le vostre maestre vi hanno spiegato – vuol dire: “Organizzazione delle Nazioni Unite”. Ho visto la bandiera disegnata da voi proprio all’ingresso della vostra sezione. I Principi che si ritrovano là sono ormai quasi 200. L’ONU vuole che nel mondo non succedano più guerre, che tutte le persone abbiano gli stessi diritti e che i bambini non vengano portati in guerra e a lavorare.

Bimbo 14: ma il Palazzo di Vetro si chiama così perché è di vetro?

Sì, è una costruzione di vetro e di acciaio … Il castello di Bruxelles, quello delle 27 stelline è più vicino a casa nostra ma tutti si preoccupano delle stesse cose: che i prodotti alimentari arrivino in tutti i paesi e la gente abbia il cibo da mangiare; che i genitori abbiano il lavoro; che i nonni percepiscano la pensione; che la gente possa curarsi negli ospedali. E soprattutto, che i bambini vengano trattati bene. Dappertutto.

[Scuola dell’Infanzia “Arcobaleno”, Città di Carpi, Marzo 2010]

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