Don Fortunato Di Noto, una serata per dare voce ai bambini invisibili

L’incontro con don Fortunato Di Noto ha richiamato tutti a una responsabilità precisa: ascoltare, riconoscere i segnali di disagio, denunciare le situazioni di abuso e costruire una rete di protezione capace di intervenire concretamente. La lezione più importante è forse questa: non basta indignarsi davanti agli abusi. Occorre scegliere di non essere indifferenti, ogni giorno.

0
193

Nei giorni scorsi è stato a Carpi il sacerdote siciliano don Fortunato Di Noto ospite della neonata associazione carpigiana Giardino dei Ragazzi Odv presieduta da Emanuela Lusuardi con la collaborazione di Serena Daolio; partner dell’iniziativa l’associazione La mia città. Ci sono serate che lasciano una traccia perché affrontano temi difficili, mettono in discussione le nostre certezze e ci ricordano che, dietro le parole, esistono persone, storie e sofferenze che non possiamo ignorare. L’incontro con don Fortunato Di Noto è stato un’occasione per riflettere su una delle emergenze più dolorose del nostro tempo: la violenza e lo sfruttamento dei bambini. Sacerdote siciliano e fondatore dell’associazione Meter, impegnata dal 1989 nella tutela dei minori, don Di Noto ha dedicato gran parte della propria vita alla lotta contro la pedofilia, gli abusi sessuali e la diffusione di materiale pedopornografico, con particolare attenzione ai pericoli della rete. Il suo impegno nasce dalla convinzione che nessun bambino debba essere lasciato solo davanti alla violenza e che la protezione dell’infanzia non possa essere delegata esclusivamente alle famiglie, alle istituzioni o agli operatori specializzati. È una responsabilità collettiva, che riguarda ciascuno di noi.

Nel corso della serata, il tema degli abusi è diventato anche una riflessione sul silenzio, sull’indifferenza e sulla difficoltà di riconoscere le situazioni di pericolo. Dietro ogni abuso c’è una persona la cui dignità è stata violata, un’infanzia ferita e, troppo spesso, una richiesta di aiuto che non trova ascolto. Particolare attenzione è stata dedicata alle insidie del mondo digitale attraverso l’intervento di Carlo Di Noto, fratello del sacerdote, direttore generale di Meter ed esperto del web. Internet offre opportunità straordinarie, ma può trasformarsi anche in uno strumento di adescamento, sfruttamento e diffusione di contenuti criminali. Per questo sono fondamentali l’educazione, la prevenzione, la formazione degli adulti e la collaborazione tra famiglie, scuola, forze dell’ordine e istituzioni. Il lavoro di Meter si muove proprio in questa direzione: individuare e segnalare situazioni illecite, promuovere la consapevolezza e offrire sostegno alle vittime. Un’attività che richiede competenza, perseveranza e la capacità di guardare anche alle realtà più scomode.

Ma il messaggio della serata va oltre la dimensione investigativa e tecnologica. La questione centrale è culturale e umana: quale società siamo, se non riusciamo a proteggere i suoi membri più vulnerabili? E quale valore attribuiamo davvero ai diritti dei bambini, se la loro difesa resta soltanto una dichiarazione di principio? L’incontro con don Fortunato Di Noto ha richiamato tutti a una responsabilità precisa: ascoltare, riconoscere i segnali di disagio, denunciare le situazioni di abuso e costruire una rete di protezione capace di intervenire concretamente. Perché la tutela dell’infanzia non si esaurisce in una serata pubblica, in un applauso o in una testimonianza. Comincia quando smettiamo di considerare questi drammi lontani da noi e comprendiamo che ogni bambino ha diritto a crescere senza paura, senza violenza e senza essere privato della propria dignità. La lezione più importante è forse questa: non basta indignarsi davanti agli abusi. Occorre scegliere di non essere indifferenti, ogni giorno.

P.Sen.

clicca e unisciti al nostro canale whatsapp
clicca e unisciti al nostro canale whatsapp
clicca e unisciti al nostro canale whatsapp