Al Palazzo del Quirinale a Roma si è svolta oggi la solenne cerimonia, presieduta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di consegna delle insegne di Alfieri del Lavoro ai migliori studenti italiani diplomati quest’anno con il massimo dei voti. Tra le eccellenze italiane premiate dal Capo dello Stato anche Rebecca Po, diciannovenne di Carpi, diplomata con lode all’Itis Da Vinci e oggi studentessa di Computer Science all’Università di Trento. Tanta soddisfazione per lei per questo riconoscimento del suo talento e del suo impegno.
“È stato un momento di grande emozione nella cornice del Quirinale alla presenza del Presidente Sergio Mattarella. Dalla giornata di lunedì tutti gli Alfieri del Lavoro erano stati convocati a Roma e abbiamo seguito il programma che si è concluso con la cena di gala insieme ai Cavalieri del Lavoro all’interno del Collegio Universitario dei Cavalieri del Lavoro Lamaro Pozzani a Roma”.
Finalista nella squadra alle Olimpiadi di Informatica, con alle spalle un’esperienza Erasmus in Irlanda focalizzata sull’intelligenza artificiale e un costante impegno nel volontariato, Rebecca ha saputo trasformare la passione per la tecnologia in un percorso di eccellenza riconosciuto a livello nazionale. A proposito delle discipline scientifiche e del divario di genere nelle materie STEM, la neo-Alfiere ha lanciato un messaggio chiaro a tutte le sue coetanee: “provateci e buttatevi! Anche se all’inizio è spaesante, scoprirete che non è un mondo estraneo. Anche all’Iti Da Vinci la presenza femminile sta aumentando. Per me è stata una scuola accogliente e mi ha stimolato”.
La chiamata da Roma è arrivata in modo del tutto inaspettato, trasformandosi in una grande emozione condivisa immediatamente con la famiglia. Nonostante la media scolastica straordinaria del 9,75, Rebecca vive questo premio non come un punto di arrivo, ma come una grande responsabilità per il futuro:”è una grande fortuna e un’opportunità da custodire. Sento il dovere di fare tesoro di tale traguardo: è un punto di partenza che mi sprona a migliorarmi e a mantenere alto l’impegno anche nel mio percorso universitario”.
S.G.
























