Monumento a Focherini, una partita giocata senza la famiglia e la città

A Lecce la comunità è stata coinvolta nella raccolta fondi per una statua, a Sanremo il sindaco ha rivendicato la necessità di condividere il progetto con la famiglia. A Carpi, invece, sul monumento a Odoardo Focherini restano interrogativi su costi, scelta dell’artista e mancato coinvolgimento degli eredi.

0
334
Idea progettuale di massima tratta dalla Relazione tecnico illustrativa

Oltre 100mila euro di risorse, uno dei luoghi più rappresentativi della città destinato a cambiare volto e una statua che dovrebbe restituire alla comunità la memoria di un uomo che ha sacrificato la propria vita per salvare gli ebrei perseguitati. Eppure, attorno al monumento dedicato al beato Odoardo Focherini, annunciato alla fine del 2024 e destinato a Piazza Martiri, le domande continuano a essere più numerose delle risposte. Chi ha deciso quale opera realizzare? Con quale procedura è stato individuato il progetto? Chi è l’artista che materialmente realizzerà la statua? E soprattutto, perché le richieste di trasparenza e coinvolgimento avanzate da una parte della famiglia non hanno trovato, finora, una risposta pubblica chiara e compiuta? Nel 2020 agli eredi di Focherini era stata prospettata la costituzione di una commissione incaricata di promuovere un concorso di idee per individuare la soluzione artistica più consona. Un percorso che avrebbe consentito di confrontare proposte diverse, allargare la partecipazione e rendere comprensibili i criteri alla base della scelta. Quell’ipotesi, tuttavia, non si è tradotta nel percorso prospettato e, secondo quanto lamentato dalla famiglia, non è stata accompagnata da una comunicazione chiara sul successivo iter decisionale. Ed è proprio questo che, nel 2026, ha ricompattato la famiglia: il metodo decisamente poco ortodosso, ovvero privo della partecipazione della famiglia e della collettività, con cui si sta affrontando la possibilità di onorare la memoria di Odoardo Focherini.

C’è poi la questione economica. L’intervento prevede un investimento complessivo di circa 120mila euro: 50mila a carico del Comune e 70mila ripartiti tra le Fondazioni di Carpi e Mirandola. Risorse che, pur provenendo da soggetti diversi, meritano di essere rendicontate con chiarezza, indicando provenienza, destinazione e voci di spesa.

Non basta, dunque, conoscere la cifra complessiva. Occorre capire come sia stata determinata, quali prestazioni comprenda, come sia stato selezionato l’esecutore e quali atti amministrativi abbiano accompagnato le diverse fasi del progetto. Quanto è destinato alla progettazione? Quanto alla realizzazione materiale della scultura? Quali costi riguardano la sistemazione dello spazio pubblico? Sono previste varianti rispetto agli elaborati iniziali? E quale sarà il costo finale dell’intervento? Sono domande alle quali la documentazione amministrativa dovrebbe poter dare risposte puntuali. Anche perché il monumento non è un intervento isolato: il progetto prevede la riconfigurazione dell’area a est del Duomo, la parziale eliminazione dei parcheggi, la pedonalizzazione dello spazio liberato e la sostituzione dell’attuale monumento. Una trasformazione che riguarda un luogo centrale della città e le modalità con cui viene vissuto.

La questione della trasparenza si intreccia anche con quella delle responsabilità progettuali. La Relazione tecnico-illustrativa allegata alla richiesta di autorizzazione inviata dal Settore S5 – Opere pubbliche alla Soprintendenza il 3 ottobre 2024, protocollo n. 0068782, attribuisce esplicitamente l’ideazione del progetto all’architetto Riccardo Righi, che a quella data era già sindaco di Carpi. È un dato che emerge dagli atti e che rende ancora più importante ricostruire in modo preciso l’iter seguito, i ruoli ricoperti e le successive fasi di elaborazione. Resta inoltre da chiarire chi sia l’artista o lo scultore che ha materialmente realizzato l’opera, nome che, secondo quanto denunciato nella lettera, non sarebbe stato comunicato. Una questione tutt’altro che secondaria: conoscere gli autori di un monumento pubblico, il loro ruolo e le modalità con cui sono stati individuati dovrebbe essere parte integrante della trasparenza dovuta alla cittadinanza.

Lecce, quando il monumento diventa un progetto collettivo

Che un’opera destinata a uno spazio pubblico possa essere accompagnata da un percorso trasparente, partecipato e capace di coinvolgere la comunità lo dimostra l’esperienza di Lecce. Per realizzare una copia in bronzo della statua di Sant’Oronzo, da collocare sulla colonna romana in Piazza Sant’Oronzo al posto dell’originale, il Comune guidato allora dal sindaco Carlo Salvemini, insieme all’Arcidiocesi, ha promosso l’iniziativa Insieme per Sant’Oronzo, utilizzando lo strumento dell’Art Bonus del Ministero della Cultura. L’obiettivo era raccogliere 200mila euro. La cifra è stata superata, con donazioni complessive superiori ai 240mila euro. Il progetto ha coinvolto grandi donatori, imprese e cittadini, rendendo consultabile l’andamento della raccolta e pubblicando le informazioni sull’intervento, sui costi previsti e sulle modalità di realizzazione. Il lavoro è stato accompagnato dalla consulenza scientifica dell’Università del Salento e dal confronto con la Soprintendenza; l’esecuzione è stata affidata alla Fonderia Nolana Del Giudice, individuata dopo una ricognizione di operatori specializzati. Non si tratta di un modello automaticamente sovrapponibile a quello carpigiano ma l’esperienza leccese dimostra che anche la realizzazione di una statua può diventare un’occasione per rendere pubblici i passaggi, chiarire chi fa cosa, spiegare come vengono impiegati i fondi e coinvolgere la comunità. In quel caso, la partecipazione non è rimasta una dichiarazione d’intenti: si è tradotta in una raccolta aperta, in informazioni accessibili e in un progetto sostenuto concretamente da una pluralità di soggetti.

Sanremo e il consenso della famiglia

Un altro esempio arriva da Sanremo, dove il Comune ha valutato la realizzazione di una statua dedicata a Pippo Baudo, storico protagonista del Festival. Il sindaco Alessandro Mager ha dichiarato pubblicamente di voler procedere con il consenso della famiglia, sottolineando la necessità di una condivisione tra i soggetti interessati sull’utilizzo dell’immagine del conduttore. “Vorremmo che ci fosse il consenso della famiglia”, ha spiegato Mager, definendo “surreale” l’eventualità di inaugurare un monumento a una figura così importante senza che i familiari fossero d’accordo. Una posizione presentata dal primo cittadino come una scelta di condivisione e sensibilità, al di là della questione strettamente giuridica. Il punto, anche in questo caso, è il metodo: riconoscere che il ricordo pubblico di una persona non si esaurisce nell’atto amministrativo di commissionare una statua, ma può richiedere ascolto, confronto e un percorso capace di evitare fratture con chi custodisce quella memoria.

A Carpi, del resto, la famiglia Focherini non ha chiesto soltanto di essere ascoltata sulle sembianze del beato (per gli eredi la rappresentazione proposta rischia di restituire l’immagine di un uomo qualunque, senza comunicare con sufficiente forza le ragioni per cui Focherini è entrato nella storia). Ha sollecitato nel tempo il coinvolgimento della cittadinanza e la massima trasparenza sul progetto e sulle risorse. Richieste che avrebbero potuto accompagnare le diverse fasi dell’iniziativa, rendendo il percorso comprensibile e condiviso, anziché lasciare spazio a interrogativi e contrapposizioni.

A Lecce la comunità è stata chiamata a contribuire economicamente a un progetto illustrato nei suoi passaggi. A Sanremo il sindaco ha dichiarato apertamente l’importanza della condivisione con la famiglia. A Carpi, invece, restano aperte le domande sulla procedura seguita, sull’individuazione dell’artista, sull’impiego delle risorse e sul mancato coinvolgimento degli eredi. Interrogativi che non riguardano soltanto una statua bensì il rapporto tra Amministrazione, Diocesi, cittadini e memoria pubblica. E che meritano risposte prima che il monumento diventi un fatto compiuto.

Jessica Bianchi

clicca e unisciti al nostro canale whatsapp
clicca e unisciti al nostro canale whatsapp
clicca e unisciti al nostro canale whatsapp