Salim El Koudri era capace di intendere e di volere al momento della strage del 16 maggio ed è oggi in grado di affrontare il processo. Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari, accogliendo in pieno le conclusioni della perizia psichiatrica disposta nei confronti del 31enne. Ora la Procura, una volta raccolti tutti gli elementi, potrà formulare la richiesta di rinvio a giudizio. El Koudri era presente in aula e oggi si è trovato faccia a faccia con i familiari di Monica Esposito, la donna morta dopo due mesi di agonia a seguito delle ferite riportate nell’investimento. In tribunale c’erano il marito, oggi in carrozzina, il fratello e i figli della donna, travolta dall’auto che il 16 maggio si scagliò sulla folla ad alta velocità.
“La perizia ha stabilito chiaramente che l’imputato è capace di intendere e di volere e dunque può partecipare coscientemente al processo. Penso – ha dichiarato all’uscita dal tribunale l’avvocato Giulio Garuti, legale dei familiari di Monica Esposito – che questa sia stata una richiesta correttissima da parte della Procura, per non lasciare all’interno del procedimento alcun dubbio che potesse eventualmente minare in futuro la sua prosecuzione”.
Soddisfatta della decisione del giudice anche l’avvocato Daniela De Cicco, che assiste il fratello di Monica Esposito. La legale, però, ribadisce l’intenzione di chiedere il riconoscimento dell’aggravante di terrorismo. “Anziché verificare se El Koudri avesse una spinta ideologica di natura jihadista, se ne è valutata una di natura relazionale. Noi respingiamo questa premessa, ma siamo in totale adesione alle conclusioni ottime con cui questa perizia è stata svolta. Riteniamo però che il suo sia un movente di matrice jihadista. La nostra battaglia è tesa a far accertare la verità dei fatti”.
Di diverso parere il difensore di El Koudri, Fausto Gianelli, che riconduce il gesto a un raptus legato alla patologia del suo assistito. “Ha guidato regolarmente fino a Modena, rispettando tutti i limiti della circolazione e poi, all’ingresso della città, improvvisamente e in preda, secondo noi, a un raptus derivante dalla patologia, ha imboccato il viale ad alta velocità compiendo una strage – ha spiegato Gianelli –. Il giudice ha ascoltato il dibattimento, dove i consulenti tecnici hanno confermato la loro tesi. Questa perizia viene rimandata alla Procura che, sulla base della consulenza, deciderà quando e come chiedere il rinvio a giudizio”.
Quanto avvenuto oggi in Tribunale, ha commentato il sindaco di Modena Mezzetti, “rappresenta un passaggio di grande rilievo nel percorso giudiziario che dovrà accertare fino in fondo le responsabilità per il gravissimo attentato che ci ha colpiti. Prendiamo atto dell’udienza che si è tenuta e riconosciamo il lavoro rigoroso svolto dalla Procura e da tutti gli inquirenti. Ora attendiamo i prossimi passaggi del procedimento, con una volontà molto chiara: non appena sarà giuridicamente possibile, il Comune di Modena chiederà di costituirsi parte civile, quale parte offesa, nei confronti di Salim El Koudri. Vogliamo essere dentro questo processo, a tutela della città e della comunità che rappresentiamo, perché quanto è accaduto ha ferito profondamente Modena e non può lasciarci spettatori.
Seguiremo quindi ogni sviluppo con la massima attenzione, nel pieno rispetto dell’autonomia e del lavoro della magistratura. Come ho sempre detto, non spetta al Comune condurre le indagini né sostituirsi agli inquirenti. Ma questo non significa restare alla finestra. Il nostro compito è esserci: chiedere che siano accertate tutte le responsabilità, stare accanto alle persone colpite e ai loro familiari e custodire la memoria di un fatto che ha colpito la carne viva della nostra città.Questa vicinanza ai familiari si tradurrà anche in atti concreti. Nei prossimi giorni il Consiglio comunale sarà chiamato ad approvare il regolamento per destinare loro le risorse raccolte attraverso la sottoscrizione pubblica promossa nei mesi scorsi. Auspico che possa farlo all’unanimità, dando ancora una volta il segno di una città che, davanti a una tragedia così grave, sa stringersi attorno alle vittime e alle loro famiglie”.
























