Erba alta, rifiuti abbandonati e una recinzione piegata che, secondo i consiglieri di Fratelli d’Italia, potrebbe far pensare a intrusioni. È questa la situazione delle ex scuole di via Chiesa, nella frazione carpigiana di Santa Croce, finita al centro di un’interrogazione discussa ieri sera, 1° ottobre, in Consiglio comunale, con Federica Boccaletti come prima firmataria. Nel documento i consiglieri hanno denunciato lo stato di abbandono di alcuni edifici pubblici un tempo destinati a scuole e oggi inutilizzati, chiedendo all’Amministrazione quali interventi intendesse mettere in campo per ripristinare il decoro e garantire la sicurezza dell’area. Particolare attenzione è stata dedicata alla struttura di Santa Croce, che si trova in una zona residenziale accanto a un parco pubblico frequentato dalle famiglie. A ridimensionare il quadro descritto nell’interrogazione è stata l’assessore ai Lavori pubblici Mariella Lugli, che ha riferito delle verifiche e del sopralluogo effettuati lo scorso agosto. “L’area cortiliva e il giardino sono in ordine e con l’erba sfalciata”, ha spiegato. Anche sul fronte della sicurezza non sarebbero emerse particolari criticità: “la recinzione e gli elementi di servizio, come la cabina del gas, le strutture e i punti di accesso sono chiusi, integri e messi in sicurezza”. Non ci sarebbero dunque elementi tali da far presumere “intrusioni non autorizzate”. Una sistemazione, tuttavia, è prevista: la recinzione nei pressi della cabina del gas è stata “inserita nell’elenco delle manutenzioni da effettuare”. La vera novità emersa riguarda però il futuro dell’immobile. Gli ambienti interni, ha sottolineato Lugli, sono chiusi e inutilizzati, ma “in buono stato di conservazione. Al loro interno sono ancora presenti alcuni vecchi arredi scolastici, tra cui lavagne, banchi e sedie, in attesa delle future valutazioni su destinazione e rifunzionalizzazione”. L’ex scuola di Santa Croce è stata infatti “candidata all’attuazione del Piano Casa nazionale, nell’ambito di un progetto di riconversione finalizzato alla realizzazione di alloggi di edilizia residenziale sociale a canone calmierato” annuncia Mariella Lugli.
La medesima prospettiva potrebbe riguardare anche l’ex Scuola di San Marino, oggi inagibile a seguito dei danni strutturali provocati dal terremoto del 2012 e per la quale è prevista una perizia di variante per il completamento dei lavori. Più in generale, Lugli ha fornito un quadro del patrimonio scolastico dismesso: le vecchie scuole presenti sul territorio, ad eccezione di San Marino e Santa Croce, sono oggi utilizzate prevalentemente come sedi di associazioni. Fa eccezione l’ex scuola di Cibeno, già riconvertita in alloggi di edilizia residenziale pubblica.
“È importante non abbandonare questi edifici al degrado, ma riutilizzarli”, ha replicato Boccaletti, ribadendo così il tema posto dall’interrogazione: dare una nuova funzione al patrimonio pubblico inutilizzato anziché lasciarlo al degrado.
Jessica Bianchi
























