Una casa dove la fragilità è protetta, uno spazio dove crescere in serenità e immaginare il domani. Si terrà domenica 13 settembre, alle ore 17.00 presso la frazione di Budrione a Carpi, la cerimonia ufficiale di inaugurazione del Borgo don Ivo Silingardi, a seguito del completamento dei nuovi spazi destinati ad attività ricreative, sportive e comunitarie.
Il Borgo è dedicato alla memoria di don Ivo Silingardi, il sacerdote carpigiano fondatore dell’Opera Nazareno che ne ha raccolto l’eredità spirituale e portato avanti i numerosi progetti. Il lascito di don Ivo è infatti duplice: da un lato un saldo radicamento nella fede e dall’altro un forte coinvolgimento nelle opere che quella fede traducono in fatti concreti. La Cooperativa Sociale Nazareno ha fatto propria questa operosità cercando di costruire risposte al bisogno certi del destino buono a cui tutti questi ragazzi sono chiamati: “Rallegratevi, perché i vostri nomi sono scritti nei cieli” diceva loro don Ivo.
Autorità civili e religiose accompagneranno questa tappa molto importante, tra cui S.E. Mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, Gian Carlo Muzzarelli, consigliere regionale e presidente della commissione Politiche per la Salute e Politiche Sociali di Regione Emilia-Romagna, e Tamara Calzolari, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Carpi, oltre ad altri sostenitori, tra cui la Fondazione Vismara e Banco Intesa Sanpaolo.
Le nuove strutture arricchiscono un luogo educativo, pensato per offrire a giovanissimi che affrontano momenti di fragilità psicologica e relazionale un ambiente attento ai loro talenti, fondato sull’ascolto e sulla relazione autentica.
“Sull’esempio di don Ivo Silingardi abbiamo immaginato questo Borgo come un punto di riferimento per il territorio: un luogo dove i bisogni trovano ascolto, le fragilità incontrano sostegno e ogni persona può sentirsi accolta e valorizzata”, dichiara Sergio Zini, presidente della Cooperativa Sociale Nazareno. “Desidero ringraziare di cuore tutti coloro che hanno creduto in questo sogno. Grazie al loro sostegno abbiamo costruito non soltanto muri e spazi, ma una comunità capace di generare legami, opportunità e speranza. Qui proteggiamo chi vive momenti di difficoltà, ma soprattutto coltiviamo il futuro, perché ogni seme di bene piantato oggi possa diventare domani una vita più piena e una società più umana”.

























